{"id":28419,"date":"2022-10-11T09:00:00","date_gmt":"2022-10-11T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=28419"},"modified":"2023-07-10T13:16:05","modified_gmt":"2023-07-10T11:16:05","slug":"daniele-di-girolamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/daniele-di-girolamo\/","title":{"rendered":"Daniele Di Girolamo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pescara 1995<br>Vive e lavora a Malm\u00f6 (Svezia) e a Pescara<br>Studio visit di Gaia Bob\u00f2<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:9px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Daniele Di Girolamo sta completando il master in Visual Art presso la Malm\u00f6 Art Academy, a seguito di un periodo di formazione (triennio e biennio) presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Bologna. I vari spostamenti dell\u2019artista non sono da leggersi come dato residuale nella definizione del suo immaginario e percorso artistico, ma concorrono alla codificazione del bagaglio di riferimenti visivi, culturali ed esperienziali che riverberano incisivamente nel lavoro. Il tracciamento di una cartografia intima in evoluzione \u00e8 dunque una premessa opportuna per cogliere la struttura metodologica del suo lavoro, che parte da precise coordinate geografiche, concretate in oggetti o suoni, traghettandole verso una ricercata ambiguit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La memoria percettiva dei luoghi \u00e8, in questo senso, uno dei referenti principali di un processo artistico che rimanda continuamente a un altro o a un altrove vissuti. Ne \u00e8 un esempio la documentazione del periodo di residenza a Hong Kong, coinciso con i moti di protesta del 2019, che ha costituito per l\u2019artista un bacino cui attingere per la produzione di diverse opere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dislocazione semantica e percettiva \u00e8 inseguita attraverso la concertazione di \u201crime materiali\u201d, libere associazioni compositive che si sostanziano nello scarto materico e concettuale tra le diverse fonti d\u2019elezione. Contestualmente, l\u2019investigazione estensiva attorno al <em>medium<\/em> sonoro, centrale nella pratica di Di Girolamo, segna la volont\u00e0 di appellarsi a un linguaggio anzitutto sensoriale, suscettibile di essere deformato ed espanso attraverso l\u2019orchestrazione di un sistema di contrappunti. Elastico e vibrante, il <em>medium<\/em> sonoro \u00e8 per lui una corda in tensione tra corporeo ed effimero: da un lato, quindi, un elemento plastico nella spazializzazione dei suoi progetti installativi, dall\u2019altro, indagato nella sua componente propriamente immateriale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019indagine metalinguistica, intesa come ragionamento analitico che interroga dall\u2019interno il codice sonoro utilizzato, allinea altres\u00ec l\u2019artista con un atteggiamento intimista che riporta al centro il recupero del valore dei luoghi e il rapporto con la loro memoria collettiva e privata, con un <em>focus<\/em> sull\u2019interazione tra elementi naturali e prassi sociali. L\u2019approccio sinestetico che detta l\u2019urgenza della visualizzazione sonora delinea uno degli aspetti pi\u00f9 rilevanti della pratica artistica di Di Girolamo, capace di problematizzare la nozione di materialit\u00e0 decentrandola in una dialettica intermediale. Partendo dall\u2019evoluzione del concetto di visualit\u00e0 in relazione allo sviluppo dei nuovi strumenti tecnologici, che rendono possibile rilevare l\u2019effettiva consistenza fisica delle onde sonore, l\u2019artista struttura sistemi di corrispondenze compositive che allineano questa consapevolezza scientifica con gli intenti di sperimentazione visuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra gli ultimi progetti realizzati si segnala l\u2019opera <em>Sending a Letter for Sanding Words<\/em> (2022), sostanziata nel gioco di rimandi e contrasti multisensoriali tra materiali organici e inorganici, definendo un ulteriore elemento di complessit\u00e0 nella sua pratica. I singoli oggetti che compongono l\u2019installazione sono protagonisti di un processo autoriflessivo che attiva un dialogo con la tradizione storica della natura morta, con particolare riferimento all\u2019esattezza delle scelte compositive e all\u2019intenzione lirica ad esse sottesa. Questo <em>tableaux<\/em> spaziale vive in un equilibrio in sospensione, non negato ma coadiuvato dalla variante progettuale del dinamismo cinetico e sonoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un atteggiamento di pi\u00f9 netta sperimentazione ambientale, nonch\u00e9 di maggior audacia nell\u2019apposizione di una cifra personale e poetica, si rivela funzionale ad arginare il rischio, presente in alcuni esiti della sua produzione, di caduta nella dimensione dell\u2019esercizio retorico. Infatti, al decadere di tali condizioni, l\u2019energia impressa nella realizzazione del lavoro sembra venir meno per lasciare posto a un ragionamento che appare, diversamente, ripiegato in s\u00e9 stesso e mosso da esigenze prettamente tecniche. Tale deriva ha come conseguenza il raffreddamento del momento percettivo nella fase di formalizzazione dell\u2019opera, dato che confligge con le premesse di un processo che, al contrario, affonda le sue radici e si sostanzia nell\u2019immediatezza empirica ed emotiva dell\u2019esperienza sensibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Colpisce nella produzione dell\u2019artista l\u2019identificazione gi\u00e0 matura delle sue principali linee di ossessione, delle urgenze e dei riverberi sia dal punto di vista mediale sia concettuale, che anche in intervalli di tempo molto ravvicinati vengono significativamente raffinati e arricchiti di nuove stratificazioni e livelli di complessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_DanieleDIGirolamo.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"851\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_DanieleDIGirolamo-851x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28477\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_DanieleDIGirolamo-851x1024.jpg 851w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_DanieleDIGirolamo-249x300.jpg 249w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_DanieleDIGirolamo-768x924.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_DanieleDIGirolamo.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 851px) 100vw, 851px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_DanieleDIGirolamo.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_DanieleDIGirolamo-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28435\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_DanieleDIGirolamo-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_DanieleDIGirolamo-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_DanieleDIGirolamo-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_DanieleDIGirolamo.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pescara 1995Vive e lavora a Malm\u00f6 (Svezia) e a PescaraStudio visit di Gaia Bob\u00f2 Daniele Di Girolamo sta completando il master in Visual Art presso la Malm\u00f6 Art Academy, a seguito di un periodo di formazione (triennio e biennio) presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Bologna. 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