{"id":28362,"date":"2022-10-08T09:00:00","date_gmt":"2022-10-08T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=28362"},"modified":"2023-04-03T15:49:49","modified_gmt":"2023-04-03T13:49:49","slug":"antonio-biasiucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/antonio-biasiucci\/","title":{"rendered":"Antonio Biasiucci"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dragoni 1961<br>Vive e lavora a Napoli<br>Studio visit di Chiara Pirozzi<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:9px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel cuore del centro storico di Napoli si trova lo studio di Antonio Biasiucci, che dal 1980 vive nella citt\u00e0 partenopea stringendo sin da subito un rapporto serrato con questo territorio, che lo conduce a indirizzare il suo obiettivo fotografico dapprima sulle periferie urbane e, qualche anno dopo, sui vulcani e, in particolare, sul Vesuvio. Fondamentale per la sua ricerca \u00e8 stato l\u2019incontro con l\u2019attore e regista Antonio Neiwiller, dalla cui pratica e poetica non solo assorbe stimoli e metodi ma trae anche ispirazione per la realizzazione, dal 2012, di un programma laboratoriale biennale dal titolo <em>LAB \/ Laboratorio irregolare<\/em>, destinato alla ricerca e alla valorizzazione di giovani fotografi. Biasiucci, oltre ad avere all\u2019attivo numerose mostre personali in Italia e all\u2019estero, ha opere nelle collezioni permanenti di numerosi musei, fra cui il museo MAXXI di Roma, il museo Madre di Napoli, la Galleria Civica di Modena, il museo Mart di Rovereto e i Musei Vaticani. La sua poetica \u00e8 basata sul recupero, l\u2019attualizzazione e l\u2019alterazione di simboli e riti ancestrali, che l\u2019artista ritrova nell\u2019oggetto, sia esso naturale o manufatto, che isolato dal suo contesto si libera da consuetudini e contingenze per restituire una nuova visione di s\u00e9. Attraverso l\u2019uso metodico del bianco e nero, Antonio Biasiucci rimanda all\u2019origine delle cose e a quell\u2019energia latente propria della trasformazione delle materie. Nonostante le fotografie, concepite come grandi polittici o come serie, rinviino a mitologie e a temi universali, ci\u00f2 che l\u2019artista fotografa \u00e8 recuperato da una ritualit\u00e0 quotidiana, come avviene per <em>Impasto <\/em>(1991), per la serie <em>Pani<\/em> (2009-2011) o per <em>Corpo latteo <\/em>(2017), in cui latticini immersi nel loro siero diventano costellazioni e galassie. L\u2019indagine di Biasiucci procede all\u2019interno del corpo umano, sviscerato nei ritratti, nelle fotografie di calchi e di crani \u2013 realizzate nel Museo di Antropologia di Napoli e attraverso il tema della maternit\u00e0, cui ha dedicato diverse serie fotografiche, come <em>Madri<\/em> (1995-2002) e <em>Matany<\/em> (2016), quest\u2019ultima realizzata in Uganda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Biasiucci pu\u00f2 essere considerato tra gli esponenti pi\u00f9 rappresentativi della fotografia d\u2019autore in Italia, ottenendo riconoscimenti anche in ambito internazionale. La sua ricerca in campo fotografico risulta fortemente riconoscibile e identitaria; tuttavia, l\u2019artista continua un\u2019incessante sperimentazione che lo conduce alla ricerca di nuovi stimoli e interessi. Grazie, infine, a <em>Lab \/ Laboratorio irregolare<\/em>, ha contribuito alla formazione di numerosi giovani fotografi, aprendone percorsi professionali e artistici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Numerosi sono i progetti e le mostre che vedono Biasiucci impegnato negli ultimi tempi, l\u2019artista ha recentemente inaugurato una mostra dal titolo <em>Una sola moltitudine<\/em>, presso il Palazzo della Cultura di Procida nell\u2019ambito di \u201cProcida capitale italiana della cultura\u201d, con una serie di fotografie scattate all\u2019interno dell\u2019ex carcere dell\u2019isola. Fra i lavori pi\u00f9 recenti, <em>Corpo ligneo <\/em>(2021-2022), in cui tronchi divelti evocano un nuovo immaginario paesaggistico fatto di skyline metropolitani o di citt\u00e0 metafisiche. Diversi sono i progetti a cui l\u2019artista sta lavorando, frutto di committenze pubbliche; \u00e8 il caso del progetto commissionato dal museo MAXXI, che ha invitato l\u2019artista a realizzare una serie di fotografie all\u2019interno dell\u2019Universit\u00e0 \u201cLa Sapienza\u201d di Roma, e dell\u2019incarico da parte del Ministero della Cultura, grazie al quale l\u2019artista \u00e8 impegnato a fotografare i reperti conservati al MuCiv \u2013 Museo delle Civilt\u00e0 di Roma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Antonio Biasiucci dimostra una ricerca di grande vitalit\u00e0, attraverso cui sperimenta nuove potenzialit\u00e0 espressive, derivanti anche dalla messa in discussione di alcuni elementi caratterizzanti il suo lavoro. Tale aspetto, se da un lato testimonia una pratica mai di maniera, dall\u2019altro pone l\u2019artista davanti a una sfida costante nei confronti di pubblico e critica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La poetica di Antonio Biasiucci dimostra spessore contenutistico e profondit\u00e0 espressiva, la sua ricerca si concretizza in opere sempre potenti ed evocative, in grado di portare l\u2019osservatore su argomenti e contesti mai semplicemente riferiti al soggetto fotografato bens\u00ec a simboli e archetipi che dall\u2019esperienza individuale abbracciano temi e ideali collettivi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_-AntonioBiasiucci.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"680\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_-AntonioBiasiucci-1024x680.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28373\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_-AntonioBiasiucci-1024x680.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_-AntonioBiasiucci-300x199.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_-AntonioBiasiucci-768x510.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_-AntonioBiasiucci.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_-AntonioBiasiucci.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"680\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_-AntonioBiasiucci-1024x680.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28375\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_-AntonioBiasiucci-1024x680.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_-AntonioBiasiucci-300x199.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_-AntonioBiasiucci-768x510.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_-AntonioBiasiucci.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dragoni 1961Vive e lavora a NapoliStudio visit di Chiara Pirozzi Nel cuore del centro storico di Napoli si trova lo studio di Antonio Biasiucci, che dal 1980 vive nella citt\u00e0 partenopea stringendo sin da subito un rapporto serrato con questo territorio, che lo conduce a indirizzare il suo obiettivo fotografico dapprima sulle periferie urbane e, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":28377,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-28362","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28362","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28362"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28362\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28377"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28362"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28362"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28362"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}