{"id":28360,"date":"2022-10-07T09:00:00","date_gmt":"2022-10-07T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=28360"},"modified":"2023-04-06T10:44:54","modified_gmt":"2023-04-06T08:44:54","slug":"calori-maillard","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/calori-maillard\/","title":{"rendered":"Calori &#038; Maillard"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Letizia Calori, Bologna 1986; Violette Maillard, Bourg la Reine 1984<br>Vivono e lavorano a Bologna e a Milano<br>Studio visit di Marco Scotti<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo a Bologna, nello studio delle due artiste, l\u2019unico luogo, forse, dove una pratica collaborativa e portata avanti spesso a distanza prende forma, al di fuori delle occasioni espositive. Letizia Calori e Violette Maillard lavorano insieme dal 2009; dopo un momento di formazione comune all\u2019Universit\u00e0 IUAV di Venezia nel corso di Arti visive, l\u2019esperienza prosegue con quattro anni a Francoforte, dove hanno studiato con Tobias Rehberger, per arrivare alla residenza presso lo ISCP &#8211; International Studio and Curatorial Program di Brooklyn, dopo aver vinto il Premio New York nel 2015. Oggi si dividono tra Bologna e Milano, lavorano anche su progetti <em>in solo<\/em> ma, a guardare la loro ricerca, sembra possibile seguire una linea continua e coerente, segno di un percorso che ha come punto di inizio un loro lavoro del 2014: <em>L\u2019Oiseau de feu (A Ballet for Tower Cranes)<\/em>, un intervento performativo <em>site-specific<\/em> che prende forma tra la Biblioth\u00e8que de l\u2019Op\u00e9ra di Parigi e il Laban Centre for Contemporary Dance e che rileggeva e rimetteva in scena il balletto omonimo in un grande cantiere nel centro di Frankfurt am Main, con le gru a torre a interpretare i personaggi. Le macchine, completamente defunzionalizzate, erano al centro di una immensa performance adattata a partire dai movimenti del corpo umano, poi documentata e portata al centro di diverse mostre. \u00abVolevamo smuovere qualcosa di totalmente immobile, come la costruzione del nuovo centro capitalistico di Francoforte avvenuta dal dopoguerra a oggi, rappresentato da una serie di grattacieli, ognuno con una propria identit\u00e0 architettonica che andava a rappresentare una banca dominante nell\u2019Occidente. Le gru danzavano in un\u2019area che in quel momento veniva ricostruita e rigenerata intorno all\u2019edificio della nuova Banca Centrale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rileggere questo momento \u00e8 fondamentale per capire la ricerca che Calori &amp; Maillard stanno portando avanti. Le due artiste sono infatti al lavoro su un momento conclusivo del ciclo iniziato con <em>L\u2019Oiseau de feu<\/em>, un percorso che ha visto, dopo la prima coreografia, approfondire l\u2019idea di una impersonificazione delle architetture con il progetto <em>Fashion Show. <\/em>Quest\u2019ultimo prevedeva la creazione di sculture indossabili e set fotografici a Manhattan, al termine della residenza all\u2019ISCP, ponendo le basi anche per sviluppi successivi, come per esempio quelli di <em>Energia potenziale<\/em>, dove alcuni di questi personaggi venivano messi in scena sulle architetture disegnate da Santiago Calatrava a Reggio Emilia e successivamente portati sui billboarddella citt\u00e0 grazie all\u2019immagine fotografica. Un lavoro cos\u00ec articolato \u00e8 normale che porti anche a esiti eterogenei e a percorsi che possono prendere altre direzioni, come nel caso di <em>Immortal Game<\/em>, una scacchiera realizzata con oggetti trovati riconducibili all\u2019immaginario del modello architettonico, originariamente pensata per studiare le scene, i movimenti e le coreografie, successivamente riportata alla dimensione ludica e performativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, l\u2019obiettivo di Calori &amp; Maillard \u00e8 arrivare allo smantellamento di questi simboli: \u00abprima abbiamo creato dei personaggi, attraverso sculture indossabili che entrano in relazione con i corpi. Cos\u00ec l\u2019architettura poteva muoversi, ballare, essere goffa, avere dei difetti. E alla fine morire. Negli <em>script<\/em> che abbiamo realizzato, ad esempio, la sede di Commerzbank \u00e8 stata trasformata in una sorta di supereroe con un mantello, un neon e piccole piante di plastica. Un anti-Batman in pratica\u00bb. La trasformazione delle architetture tramite la costruzione di set e scenografie, svela i simboli di potere che governano il nostro vivere quotidiano, ed \u00e8 il filo conduttore che ha portato alla costruzione di questo ciclo, che fin dall\u2019inizio si \u00e8 configurato come un <em>fashion show<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto attualmente in corso \u2013 da quasi due anni \u2013 rappresenta un momento conclusivo: un film Super8 ambientato nell\u2019isola di Creta che porta tutti questi personaggi a sfilare un\u2019ultima volta, in un luogo significativo per diversi motivi: \u00abrappresenta le citt\u00e0-stato create in maniera organica, le citt\u00e0-palazzo, ma \u00e8 anche la culla della civilt\u00e0 minoica, il cui linguaggio non \u00e8 ancora stato decodificato e che non aveva fortificazioni\u00bb. Lo studio delle <em>location<\/em> \u00e8 gi\u00e0 in fase avanzata, dalla grotta di Psychro \u2013 dove si dice sia nato Zeus \u2013 al palmeto di Vai, oggi quasi inaccessibile, fino ai grandi siti archeologici. \u00abA volte sembra un film western, poi appare un vulcano oppure una montagna: per noi rappresenta l\u2019antitesi rispetto al lavoro realizzato a Francoforte\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_CaloriMaillard.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"681\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_CaloriMaillard-681x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28368\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_CaloriMaillard-681x1024.jpg 681w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_CaloriMaillard-199x300.jpg 199w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_CaloriMaillard-768x1155.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_CaloriMaillard-1021x1536.jpg 1021w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/b_CaloriMaillard.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 681px) 100vw, 681px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_CaloriMaillard.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1019\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_CaloriMaillard-1024x1019.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28366\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_CaloriMaillard-1024x1019.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_CaloriMaillard-300x300.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_CaloriMaillard-150x150.jpg 150w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_CaloriMaillard-768x764.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/c_CaloriMaillard.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Letizia Calori, Bologna 1986; Violette Maillard, Bourg la Reine 1984Vivono e lavorano a Bologna e a MilanoStudio visit di Marco Scotti Siamo a Bologna, nello studio delle due artiste, l\u2019unico luogo, forse, dove una pratica collaborativa e portata avanti spesso a distanza prende forma, al di fuori delle occasioni espositive. 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