{"id":28254,"date":"2022-10-01T09:00:00","date_gmt":"2022-10-01T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=28254"},"modified":"2022-09-30T11:22:55","modified_gmt":"2022-09-30T09:22:55","slug":"italo-zuffi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/italo-zuffi\/","title":{"rendered":"Italo Zuffi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Imola 1969<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Milano<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di Marco Scotti<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando incontro Italo Zuffi si \u00e8 chiusa da poco <em>Fronte e retro<\/em>, la sua mostra personale a Bologna sdoppiata tra gli spazi del MAMbo, per una retrospettiva, e di Palazzo De\u2019 Toschi, per un allestimento di lavori pi\u00f9 recenti e prodotti per l\u2019occasione. Zuffi sta ancora riorganizzando i lavori di ritorno e assimilando l\u2019esperienza: le occasioni espositive non sono state numerose in questi ultimi anni e, come ricorda il direttore del museo Lorenzo Balbi nella pubblicazione uscita in concomitanza con la mostra, dedicare una monografica a questo artista \u00e8 prima di tutto un atto politico. \u00c8 l\u2019occasione per guardare alla coerenza della sua pratica artistica<strong>,<\/strong> che dalla met\u00e0 degli anni Novanta, tramite dinamiche performative e installative, esplora tensioni e competizioni, parte da una messa in scena del gesto, interroga e provoca il sistema dell\u2019arte, ragiona sullo spazio come sul testo, consolidandosi con il passare degli anni. Non a caso, oggi, il suo studio milanese \u00e8 anche un archivio, uno spazio al tempo stesso affascinante e protetto, dove tutto \u00e8 ordinato con cura. Una serie di raccoglitori, divisi per tecnica, contiene i suoi progetti per opere ancora da realizzare: nel corso degli anni, indipendentemente dalle occasioni espositive, Zuffi ha sempre continuato a progettare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mostra al MAMbo era costruita a partire da una selezione di lavori che rappresentavano degli snodi in un percorso, scelti tra un corpus decisamente pi\u00f9 ampio. E proprio questi snodi, che Zuffi \u00e8 il primo a mettere in luce in una visione retrospettiva, ci hanno restituito il significato del suo lavoro rispetto a un contesto storico: osservatori astronomici, in gesso, con ipotesi di graffiti e \u2018trasportabili\u2019, oppure in legno dipinto, deflagrati; gare di bocce giocate con la frutta, oggetti geometrici che, grazie a un testo riportato sopra, restituiscono distanze e confronti, liste di artisti, gallerie e curatori, spazi e materiali indagati fino all\u2019essenzialit\u00e0. Contrasti e prese di posizione, che piano piano mettevano a fuoco il rapporto tra artista e ambiente in cui si trova a operare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora Italo Zuffi sta lavorando soprattutto con la scrittura, sia in forma di testi brevi poetici sia di lavori pi\u00f9 legati a una pratica artistica. Su uno dei tavoli dello studio troviamo una copia del suo libro <em>Poesie doppie<\/em>, edito nel 2019 da Sete, accanto a <em>Civilizzarsi<\/em>. Questo lavoro del 2021, una serie di triangoli di alluminio all\u2019interno dei quali frasi brevi descrivono semplici azioni, costruendorelazioni e sintesi, ritrova qui in studio il dialogo gi\u00e0 al centro della mostra di Palazzo De\u2019 Toschi con l\u2019opera <em>Gli ignari<\/em> (2021). Questa installazione a muro, pensata in una prima versione per una mostra in un appartamento milanese nel 2013, affianca una serie di riproduzioni in ceramica di baccelli di fagioli, accompagnati da un coro di fischi. Ci sono poi, chiusi tra i faldoni dello studio, serie di sculture ancora in potenza, come l\u2019azione che prevedeva il lancio di alcune forme in cera d\u2019api dalla Torre degli Asinelli di Bologna, un\u2019investigazione sulla gravit\u00e0 e la forza di Coriolis e un modo per vedere il suo lavoro distruggersi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una distinzione fondamentale nella visione dell\u2019artista \u00e8 quella tra progetti non realizzati, ma ancora realizzabili, e quelli che invece non sono pi\u00f9 possibili. Tra questi ne sfogliamo uno del 1997, pensato ai tempi in cui Zuffi studiava a Londra, per una colata di cera sul pavimento in legno del Central Saint Martins College, il cui volume sarebbe stato corrispondente a quello del corpo dell\u2019artista. L\u2019edificio oggi \u00e8 stato demolito, rendendo il progetto non pi\u00f9 praticabile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2015 Zuffi inizia a insegnare all\u2019Accademia di Belle Arti di L&#8217;Aquila, e da quest\u2019anno insegna invece a Milano, all\u2019Accademia di Brera. L\u2019insegnamento \u00e8 per lui un\u2019esperienza essenziale, ricercata assiduamente fin dai primi anni Duemila. \u00c8 lui stesso a sottolinearne l\u2019importanza, prima di tutto per la gratificazione derivante dal dialogo con gli studenti, simile, anche pi\u00f9 immediata, rispetto a quella che in genere si ottiene con la pratica artistica. Alla Libera Universit\u00e0 di Bolzano si \u00e8 invece dedicato all\u2019insegnamento all\u2019interno dello Studio di performance, un linguaggio che l\u2019artista ha messo al centro della sua pratica e attraverso il quale continua a indagare dinamiche quotidiane e meccanismi di potere, omologazione e accettazione. L\u2019insegnamento si \u00e8 fuso cos\u00ec con la ricerca espressiva, una pratica oggi \u2018rasserenata\u2019, vale a dire esercitata con meno tensioni che in passato, come la definisce lui stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Davide Ferri, in conversazione con Lorenzo Balbi, sulla recente monografia edita da Corrainiparla spesso di rabbia nel lavoro di questo artista. Rotture, lanci, spinte, sono un elemento ricorrente. Se \u00e8 vero che ci sono stati anni in cui l\u2019artista si era allontanato dal sistema delle gallerie, \u00e8 altrettanto vero che il mercato ha mostrato momenti di disinteresse, episodi verso cui alcuni suoi lavori possono essere visti come reazioni. Italo Zuffi, nel suo percorso, ha compreso come per certe forme di riconoscimento fossero necessari tempi lunghi. \u00abAnche nei periodi in cui l\u2019attivit\u00e0 espositiva \u00e8 stata meno regolare, ho cercato di mantenere in attivit\u00e0 la mia sorgente espressiva, dedicandomi anche a poche opere oppure progettando. Da qualche tempo questo desiderio di continuit\u00e0 si \u00e8 riaffermato, suggerendo ulteriori esiti per la mia ricerca\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italo-Zuffi-2.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italo-Zuffi-2-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28257\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italo-Zuffi-2-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italo-Zuffi-2-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italo-Zuffi-2.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italo-Zuffi-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italo-Zuffi-1-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28255\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italo-Zuffi-1-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italo-Zuffi-1-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Italo-Zuffi-1.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Imola 1969 Vive e lavora a Milano Studio visit di Marco Scotti Quando incontro Italo Zuffi si \u00e8 chiusa da poco Fronte e retro, la sua mostra personale a Bologna sdoppiata tra gli spazi del MAMbo, per una retrospettiva, e di Palazzo De\u2019 Toschi, per un allestimento di lavori pi\u00f9 recenti e prodotti per l\u2019occasione. 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