{"id":27944,"date":"2022-09-23T09:00:00","date_gmt":"2022-09-23T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=27944"},"modified":"2022-09-23T08:13:42","modified_gmt":"2022-09-23T06:13:42","slug":"iva-lulashi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/iva-lulashi\/","title":{"rendered":"Iva Lulashi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tirana 1988<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Milano<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di <em>Giacinto Di Pietrantonio con Adrian Pac<\/em>i<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Iva Lulashi vive in Italia dal 1990, dove fin da piccola disegna molto ma, all\u2019et\u00e0 della ragione si iscrive a Ragioneria, dove pi\u00f9 che far di conto passa il tempo a ritrarre i professori. Uno di loro, accortosi del suo talento, inizia a prestarle libri d\u2019arte che la incuriosiscono e la portano, dopo il diploma, all\u2019Accademia di Belle Arti di Venezia per seguire il corso di Pittura di Carlo Di Raco. Qui inizia il percorso, comune a molti giovani artisti, delle residenze, tra cui quella di Art House a Scutari, fondato da Adrian Paci, in cui viene notata da Rischa Paterlini per la collezione di Giuseppe Iannaccone. Oggi che la sua \u00e8 una presenza nota nel panorama artistico italiano ci dice che: \u00abSono serena, non ho ansia di prestazione, cerco di stare con i piedi per terra, tenendo tutto sotto controllo\u00bb. Nel suo studio, visitato insieme ad Adrian Paci, troviamo poche opere e tutte di tre-quattro anni fa, in quanto il resto \u00e8 via per mostre. Ci racconta: \u00abSono in un momento di pausa, perch\u00e9 ho lavorato troppo e quindi sto facendo ricerca per capire come proseguire, se solo con la pittura o aggiungere altro come foto, video. L\u2019unica novit\u00e0 \u00e8 che ho ripreso a disegnare, cosa che avevo abbandonato da 10 anni\u00bb. Un rallentare per progettare che dimostra una certa maturit\u00e0. Iniziamo allora a parlare del processo dell\u2019opera, dal pensiero al progetto alla realizzazione. Ci fa notare che il quadro arriva dopo una lunga ricerca di immagini, soprattutto di vecchi film erotici e porno, ma non solo, <em>frame<\/em> selezionati e a volte elaborati al computer e poi tradotti in pittura a olio su tela. Inizia tracciando un disegno che poi ricopre, velatura dopo velatura, di pittura stratificata e fresca. Parlando di quello che c\u2019\u00e8, ci soffermiamo su opere di tre anni fa ispirate a filmati erotici e pornografici, quadri relativi a un tempo in cui non si era ancora addentrata nel porno cinematografico. Sono quadri appartenenti al periodo che chiama \u2018Eroticommunism\u2019, e ne indica uno che rappresenta un monumento albanese del periodo comunista di una mano che impugna un fucile in verticale, allusione alla masturbazione che attiva una relazione tra propaganda comunista ed erotismo. L\u2019artista aggiunge che questa sensualit\u00e0 erotico-pornografica dipende anche dalla relazione tra le immagini, ad esempio tra quelle relative a ragazze che fanno ginnastica collettiva con quelle erotiche di film in cui tutti sono vestiti allo stesso modo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019artista, pur non avendo vissuto sotto il regime comunista, \u00e8 interessata anche alle problematiche censorie presenti in ogni regime, ma su cui Adrian Paci afferma: \u00abVedo nelle opere di Iva certamente la dimensione sensuale, per\u00f2 non tanto legata al soggetto, quanto al corpo come soggetto della pittura, come traccia sensuale, misteriosa ed enigmatica, che per me \u00e8 il punto forte del suo lavoro. Insomma, un erotismo di tutto il corpo pittorico dal modellato alla luce, perch\u00e9 esso non esalta le immagini pornografiche, anzi le nasconde, portando un po\u2019 di dubbio\u00bb. La pittura di Lulashi \u00e8 interrogativa gi\u00e0 agli inizi, quando la tavolozza era in bianco e nero con tutta la sua variet\u00e0 di grigi, visto che i riferimenti erano le fotografie dell\u2019album di famiglia, una pittura intima e privata, dunque, attraverso cui cercare di ritrovare le radici mai vissute ma sentite raccontare. Elaborazione della nostalgia e della memoria, aggiunge Paci: \u00abNei lavori di Iva quella atmosfera un po\u2019 nostalgica ha un sapore d\u2019altri tempi, dove il corpo, sia come soggetto pittorico sia come corpo della pittura, \u00e8 avvolto da un\u2019atmosfera fuori tempo. Qui, il suo rapporto con il comunismo \u00e8 accennato nella forma della presenza autoritaria di un potere che mette i corpi nella condizione di essere dominati. Una pittura in cui c\u2019\u00e8 una zona di attrazione e problematicit\u00e0 che non \u00e8 una denuncia del comunismo, ma un guardare l\u2019esercizio di potere spostandolo su sensualit\u00e0, erotismo, pornografia\u00bb. Va detto anche che il bianco e nero \u00e8 di per s\u00e9 il colore della nostalgia e della memoria, che l\u2019artista stempera successivamente con una nuova tavolozza fatta di colori accesi, in quanto, come detto, passa a riferimenti filmici da cui trae un linguaggio pittorico collettivo. Sempre Paci, dice: \u00abLa pittura \u00e8 un linguaggio collettivo, dove l\u2019Albania \u00e8 un piccolo spazio che si mescola con altro, creando dei territori altri; cos\u00ec come si esce dall\u2019Albania per andare verso il porno e, dal porno, a una scena contadina, da cui si esce per toccare un po\u2019 il cinema. Territori che si contaminano e la pittura diventa un terreno di contaminazione, una zona di mescolanza e di dubbio su qualcosa che ti appartiene, anche di ci\u00f2 che non conosci\u00bb. Guardando le sue opere non si pensa all\u2019Albania o al comunismo, ma alla pittura, alla sua storia e al suo sviluppo, all\u2019interno di quella tradizione dell\u2019arte che mostra, utilizza, qualcosa per parlare d\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1_IvaLulashi.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"685\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1_IvaLulashi-1024x685.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27975\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1_IvaLulashi-1024x685.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1_IvaLulashi-300x201.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1_IvaLulashi-768x514.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/1_IvaLulashi.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2_IvaLulashi.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2_IvaLulashi-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27977\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2_IvaLulashi-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2_IvaLulashi-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2_IvaLulashi-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2_IvaLulashi.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tirana 1988 Vive e lavora a Milano Studio visit di Giacinto Di Pietrantonio con Adrian Paci Iva Lulashi vive in Italia dal 1990, dove fin da piccola disegna molto ma, all\u2019et\u00e0 della ragione si iscrive a Ragioneria, dove pi\u00f9 che far di conto passa il tempo a ritrarre i professori. 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