{"id":27750,"date":"2022-09-17T09:00:00","date_gmt":"2022-09-17T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=27750"},"modified":"2022-09-14T13:05:50","modified_gmt":"2022-09-14T11:05:50","slug":"sissi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/sissi\/","title":{"rendered":"Sissi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bologna 1977<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Bologna<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di Marco Scotti<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entrare nel cortile del Collegio Venturoli \u00e8 illuminante. Fondato nel 1825 con il lascito e secondo il volere dell\u2019omonimo architetto, quella che oggi \u00e8 una fondazione si apre dietro la facciata di un edificio settecentesco di via Centotrecento a Bologna e continua a sostenere i giovani artisti con borse e studi. Qui ha sede anche lo studio di Sissi, che da quando ha diciotto anni lavora all\u2019interno del palazzo cambiando spazi col passare del tempo: \u00aball\u2019inizio ero al piano terra, nella penombra come una bulbacea, ora prendo luce sull\u2019altana, come fosse un nido\u00bb. Si entra, infatti, da un grande scalone e si attraversa un percorso articolato su pi\u00f9 stanze, vero e proprio archivio dell\u2019artista bolognese, un\u2019infilata di camere delle meraviglie che portano alla torretta, il punto pi\u00f9 alto del palazzo, dove lavora quotidianamente. Ogni ambiente \u00e8 organizzato tematicamente e conserva, perfettamente ordinati nell\u2019accumulo, stampe fotografiche e negativi, ceramiche, installazioni e quaderni, preziose testimonianze di quando \u00abuna volta non disegnavo fuori da appositi libri, preparavo per ogni anno un volume: oggi queste pagine intense, che rimanevano aperte per giorni sul tavolo, sono tutte qui\u00bb. Altre scatole sono destinate a conservare ogni genere di appunti, schizzi e bozzetti, un repertorio organizzato cronologicamente, sempre a disposizione dell\u2019artista. Recentemente, un classificatore \u00e8 stato destinato ai disegni di grande formato \u2013 in particolare le <em>Fioriture linguali<\/em>, \u201cuna botanica dedicata a un linguaggio che si annoda\u201d \u2013 mentre gli abiti hanno un loro ambiente, una \u201ccabina armadio\u201d fatta di pezzi indossati durante performance cos\u00ec come di sculture indossabili, di tentativi di dar corpo al vestito. Arrivati al piano pi\u00f9 alto ci sediamo a parlare con Sissi, ancora avvolti dalla quantit\u00e0 di lavori che fin dal primo scalino vengono letteralmente incontro al visitatore. Ha inaugurato da pochissimo <em>Sguardo fisico<\/em>, il monumento a Margherita Hack posto di fronte all\u2019Universit\u00e0 Statale di Milano, opera vincitrice di un concorso di idee e importante momento di confronto con la dimensione pubblica: \u00abforse non siamo pi\u00f9 pronti ad accettare l\u2019idea di monumento, ma per me \u00e8 stato molto semplice lavorare a questo progetto. \u00c8 stato come uno <em>statement<\/em>, e attraverso il dinamismo ho trovato un punto di contatto con il soggetto rappresentato\u00bb. Ritornano regolarmente in tutto lo studio le <em>Anatomie parallele<\/em>, lavori che attraversano tecniche, dal ricamo al disegno a china, pensati dal 2006 a oggi per costruire un linguaggio estremamente personale, dove l\u2019invenzione linguistica e iconografica si sovrappone alla precisione \u2013 e all\u2019ossessione \u2013 catalografica di un naturalista. <em>Anatomia parallela <\/em>\u00e8 stata anche una delle performance che in questi anni ha portato in tour, mostrando un corpo che cambia rispetto al contesto, con il mantra \u201cl\u2019esterno muta, l\u2019interno lo segue\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sissi ha da poco finito di allestire il suo lavoro alla mostra in corso allo CSAC Universit\u00e0 di Parma, <em>Storie di fili<\/em>, progetto pluriennale dedicato al tessile e curato da Valentina Rossi tra gli archivi e i musei della citt\u00e0, che ha prodotto anche performance e libri d\u2019artista. \u00abNel mio lavoro l\u2019abito va lontano, si trasforma. E riappare ciclicamente: \u00e8 come se vivessi delle fasi di muta attraverso il tagliare e il cucire, fasi che poi si fermano quando mi sono svelata ed esce una parte dura. Mi alterno cos\u00ec con le ceramiche\u00bb. E lo studio \u00e8 attualmente pieno di queste sculture in lavorazione, telai di ceramica \u2013 realizzati dalla Bottega Gatti a Faenza \u2013 attraversati da fili e tessiture, pensati per il prossimo appuntamento espositivo a cui Sissi sta lavorando, una mostra alla Galleria d&#8217;Arte Maggiore di Bologna. Sono pezzi che ripartono sempre dall\u2019architettura del corpo, che utilizzano i tessuti come elementi di un\u2019anatomia immaginaria e le trame per restituire immagini e disegni, dove il supporto \u00e8 anche scultoreo e rimane visibile, guardando ai lavori di Maria Lai e alle culture antiche del Mediterraneo. \u00abIn questi nuovi lavori si tramano gli sguardi, si ricostruiscono gruppi identitari, si intrecciano le tecniche e i momenti della mia ricerca artistica\u00bb; la stessa tessitura \u00e8 ripensata dall\u2019artista, con un approccio che della tradizione prende solo i fondamentali mentre inventa punti e passaggi, arrivando nuovamente al disegno. Disegno che \u00e8 pratica quotidiana: \u00ab\u00e8 importante per me tenere un disegno all\u2019aria per giorni, settimane, io disegno a pennino e posso stare ore senza staccarmi dal foglio. Dipende dal filo che sto seguendo\u00bb. Il risultato \u00e8 una messa in scena del passato personale, che per il momento si confronta quotidianamente con Sissi in attesa di essere lasciata andare fuori da questa casa. \u00c8 la visualizzazione di una pratica artistica continuamente in divenire, in cui ogni lavoro \u00e8 connesso e riparte dal precedente e che prevede un intreccio inestricabile con la dimensione personale e biografica, con un immaginario che costruisce tassonomie che riescono a rimanere coerenti nella loro imprevedibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Sissi-1.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Sissi-1-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27733\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Sissi-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Sissi-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Sissi-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Sissi-1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Sissi-2.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Sissi-2-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27735\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Sissi-2-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Sissi-2-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Sissi-2-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Sissi-2.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bologna 1977 Vive e lavora a Bologna Studio visit di Marco Scotti Entrare nel cortile del Collegio Venturoli \u00e8 illuminante. 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