{"id":27525,"date":"2022-09-14T09:00:00","date_gmt":"2022-09-14T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=27525"},"modified":"2022-09-12T19:18:04","modified_gmt":"2022-09-12T17:18:04","slug":"mattia-paje","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/mattia-paje\/","title":{"rendered":"Mattia Paj\u00e8"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Melzo 1991<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Bologna<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di Giacinto Di Pietrantonio<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mattia Paj\u00e8 ha studiato all\u2019Accademia di Belle Arti di Bologna; cinque anni di pittura con Luca Caccioni \u00abuna scuola aperta, zona abbastanza franca dell\u2019istruzione in cui ho potuto contemporaneamente transitare in altri corsi di pittura, di Mundula, Pulini, Novali, Pellegrini, compreso un Erasmus alla Fine Arts University Mimar Sinan di Istanbul\u00bb. Con un percorso steineriano dall\u2019asilo al liceo scientifico, il suo \u00e8 un metodo basato fondamentalmente sulla forza della scienza dello spirito su tutto ci\u00f2 che \u00e8 invisibile, intellegibile, occulto, come qualcosa da esperire e sperimentare nella vita e nel lavoro. \u00abDa bambino ho sperimentato molto, dalla scultura alla falegnameria, e lavorato tante materie: creta, legno, cera, metallo, scolpito varie pietre come l\u2019arenaria, imparato tessiture di vario genere\u00bb. In questo modo acquisisce una multi-manualit\u00e0 che gli permette di realizzare molte delle sue opere da solo, tranne quanto c\u2019\u00e8 bisogno di utilizzare tecniche specialistiche. Oltre alla manualit\u00e0 ha una forte capacit\u00e0 progettuale e relazionale che lo porta, con alcuni amici, Marco Casella e Filippo Marzocchi, ad aprire nel 2016 lo spazio espositivo e di dibattito no-profit Gelateria sogni di ghiaccio, che dal 2019 conduce da solo: \u00abAnche in questo caso ritorna l\u2019impostazione steineriana, in cui si viene abituati a vivere con tante persone diverse con le quali confrontarsi e costantemente condividere. \u00c8 pure una questione generazionale, perch\u00e9 la pratica artistica giovane doveva trovare uno sbocco e quindi spontaneamente, come \u00e8 successo in altre citt\u00e0, abbiamo aperto uno spazio nato da una necessit\u00e0, ovvero quella di esporre, ma anche di far esporre artisti pi\u00f9 grandi e vederli lavorare, cos\u00ec come di creare uno spazio per gli artisti locali\u00bb. Dunque Paj\u00e8 \u00e8 un uomo d\u2019azione a 360 gradi, che non si fa mancare l\u2019aspetto della teoria, pubblicando, nel 2022, un libro intitolato <em>1<\/em>. Qui raccoglie immagini e testi selezionati e rielaborati degli ultimi dieci anni dei suoi taccuini, inserendovi sei testi&nbsp; che riflettono sul concetto di verit\u00e0, chiesti ad altrettante persone di diversissime provenienze culturali: \u00abin passato ho molto creduto nella verit\u00e0, ma poi ho desistito. La verit\u00e0 in senso assoluto non esiste, c\u2019\u00e8 la verit\u00e0 individuale. \u00c8 un dibattito interessante, perch\u00e9 chiunque ha la pretesa di verit\u00e0, soprattutto i media\u00bb. I suoi scritti e disegni riguardano una serie di pratiche, ricette, cose apprese in giro, quasi tutte riferite alla cura del s\u00e9, alla centratura, alla presenza, agli stati di coscienza senza usare sostanze bens\u00ec i sogni, \u00abLa mia verit\u00e0. Tuttavia Paj\u00e8 dice di non essere interessato a dare risposte, ma a estendere il campo delle possibilit\u00e0, \u00absenza la pretesa di creare verit\u00e0, ma di smontarle\u00bb. Lo vediamo nella mostra di Palazzo Vizzani a Bologna, curata, come il libro, da Giovanni Rendina, nata da una riflessione sugli ultimi due anni, in cui ha utilizzato scenografie provenienti dagli studi di Mediaset. Luoghi in cui si fabbricano verit\u00e0 illusorie come <em>Striscia la notizia<\/em>, i programmi di Barbara D\u2019Urso, fino al pupazzo One della trasmissione degli anni Novanta <em>Bim bum bam<\/em>; i loghi di rete 4, Italia 1, non presi come <em>ready made<\/em>, ma rimaneggiati, riallestiti in un contesto quasi paesaggistico in dialogo con quello visivo del movimento <em>new age<\/em>; una serie di oggetti magico-attivatori per la cura del s\u00e9 provenienti dal mondo editoriale\/social blog online, auto-costruiti come gli orgoniti\u2026 altra pretesa di verit\u00e0. \u00ab\u00c8 stato interessante mettere a confronto questi mondi con la pretesa di verit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Paj\u00e8 \u00e8 anche un artista che disegna e dipinge molto, ma senza mostrarne i risultati e quando provo a chiedergli il perch\u00e9, la risposta \u00e8: \u00abPer me il disegno \u00e8 un momento di tranquillit\u00e0 non legato al fatto che debba diventare opere, sono tranquilli momenti liberatori. Al contrario, quando mi devo interfacciare con uno spazio, un tempo che ha una sua complessit\u00e0, spesso mi viene da pensare a cose che hanno a che fare con lo spazio, con la scultura, con altro. Infatti non vedo l\u2019ora di andare in vacanza per mettermi a disegnare.\u00bb. Oggi usa anche lo smartphone per prendere appunti e schizzare, utilizzando un po\u2019 meno i taccuini. Tiene separati i quaderni da disegno e quelli per gli appunti in cui i disegni appaiono solo in forma di schizzi per gli scritti. Ci tiene anche a dire di aver fatto recentemente un intervento permanente, curato da Matilde Galletti, sui frangiflutti del porto di porto San Giorgio in cui, similmente alle Pioneer Plaques della NASA, ha inciso un messaggio in codice binario per entit\u00e0 extraterrestri su due placche di ottone di 70&#215;100 cm.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E allora: buon viaggio nell\u2019extramondo di Mattia Paj\u00e8!<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Mattia_Paje-1.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Mattia_Paje-1-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27529\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Mattia_Paje-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Mattia_Paje-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Mattia_Paje-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Mattia_Paje-1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Mattia_Paje-slider.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Mattia_Paje-slider-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27531\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Mattia_Paje-slider-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Mattia_Paje-slider-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Mattia_Paje-slider-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/Mattia_Paje-slider.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Melzo 1991 Vive e lavora a Bologna Studio visit di Giacinto Di Pietrantonio Mattia Paj\u00e8 ha studiato all\u2019Accademia di Belle Arti di Bologna; cinque anni di pittura con Luca Caccioni \u00abuna scuola aperta, zona abbastanza franca dell\u2019istruzione in cui ho potuto contemporaneamente transitare in altri corsi di pittura, di Mundula, Pulini, Novali, Pellegrini, compreso un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":27531,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-27525","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27525","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27525"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27525\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27531"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27525"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27525"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27525"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}