{"id":27487,"date":"2022-09-10T09:00:00","date_gmt":"2022-09-10T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=27487"},"modified":"2022-09-12T10:22:37","modified_gmt":"2022-09-12T08:22:37","slug":"mattia-morelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/mattia-morelli\/","title":{"rendered":"Mattia Morelli"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bari 1985<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Roma<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di Daniela Trincia<br>giugno 2022<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i palazzoni di Pietralata &#8211; Monti Tiburtini, si trova lo studio del fotografo Mattia Morelli, organizzato nella sede del magazine di arte contemporanea e cultura \u201cInsideArt\u201d, allestito nello spazio Fondamenta Gallery, destinato sin dagli inizi ad accogliere studi di artista. Attualmente ospita quelli del Collettivo Basement, di cui Mattia Morelli \u00e8 uno dei componenti, insieme a Chiara Amici, Margherita Giordano, Giovanni Longo, Giulia Speranza. Mattia Morelli risiede nella capitale ormai da alcuni decenni, dopo aver vissuto in diverse citt\u00e0, tra cui Torino e Bologna, dove ha compiuto i suoi studi all\u2019Accademia di Belle Arti. Una formazione che lo ha visto anche al fianco di artisti eccezionali, come Nino Migliori e Maurizio Mochetti.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Morelli lo studio non \u00e8 un\u2019esigenza prioritaria, perch\u00e9 tutto \u00e8 racchiuso dentro il suo portatile, e i lavori fotografici scorrono nitidamente sullo schermo. La velocit\u00e0 del suo pensiero si traduce con uno sguardo continuamente centrato su dettagli, frammenti, per catturare particolari \u00abche partono sempre dall\u2019osservazione della natura\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Frutta e verdura V.M. 18<\/em>, il progetto cui si sta attualmente dedicando, esemplifica la sua griglia di azioni e il suo avvicinamento. Particolari naturali e vegetali, che immediatamente si sovrappongono a particolari anatomici umani (un seno, una vulva o un pene), abbattendo quelle distinzioni fra gli elementi. Estrapolati, decontestualizzati e volutamente inseriti in una cornice assolutamente pop, pur nella loro innegabile leggerezza e giocosit\u00e0, costringono a guardare diversamente quanto \u00e8 intorno a noi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Centrata sulla percezione dell\u2019occhio umano, Morelli indaga come la visione antropomorfa dello sguardo automaticamente riconduca forme e linee all\u2019uomo e come la mente consegni un senso nuovo a quel particolare individuato. Isolando frammenti, vuole stimolare lo spettatore a una visione e attenzione diverse, sollecitandone la nozione perch\u00e9 colga quegli aspetti e quelle assonanze altre che lo circondano e uscire dallo scontato e dalla comodit\u00e0. Tutto esiste in natura, e l\u2019uomo non pu\u00f2 pensare di essere un elemento a s\u00e9 stante, ma deve, invece, riconsiderare il suo ruolo e la sua posizione. In anni in cui gli equilibri naturali sono enormemente forzati, per Mattia Morelli \u00e8 forte l\u2019urgenza di tenere alta l\u2019attenzione, cercando di aumentare la sensibilit\u00e0 ambientale della collettivit\u00e0, attraverso nuove elaborazioni estetiche. Con le fotografie, per\u00f2, egli ingaggia un confronto rinnovato: lo scatto \u00e8 solo il punto di partenza, la materia da modellare e lavorare, ben attestato dalla serie <em>Ladies &amp; Gentleman<\/em>. Isolando dettagli dai muri, senza praticare alcuna correzione o modifica, linee e ombre, crepe e incrinature, diventano veloci e stilizzati ritratti umani, con quelle impostazioni formali alla base della ritrattistica, ancora pi\u00f9 evidenti se inseriti in cornici baroccheggianti. Osserva tutto questo, con sorpresa e ironia e con la meraviglia che erompe dalla casualit\u00e0. Tuttavia, l\u2019idea che l\u2019uomo, per quanto manometta l\u2019ambiente in cui vive, sia imprescindibile dalla natura stessa, \u00e8 l\u2019intima idea che guida il suo operare. Le sue fotografie si innestano, cos\u00ec, nella rinnovata attenzione e sensibilit\u00e0 che ognuno deve riporre nei confronti dell\u2019ambiente in cui vive, per modificare quei paradigmi che stanno lentamente portando a irreversibili squilibri naturali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esigenza di soffermare l\u2019attenzione sui dettagli circostanti, creare nuovi scenari, slittando di significato elementi preesistenti (si veda <em>Lune di plastica<\/em>), come anche la possibile sessualizzazione della natura, potrebbe richiamare alla mente opere di altri artisti (basti pensare a Tamara de Lempicka o alla sensualit\u00e0 dei fiori di Robert Mapplethorpe) e, forse, mostrare uno slancio sospeso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma lo scarto \u00e8 racchiuso proprio nell\u2019offrire nuovi orizzonti, nuove suggestioni, che solleticano lo sguardo e l\u2019immaginazione dello spettatore, scardinando prevedibili e ordinarie interpretazioni e letture. Nei suoi scatti, gli elementi naturali sono ripresi senza alcun intervento manipolatorio. <em>Landscapes<\/em>, ma ancor di pi\u00f9 <em>Places<\/em>, \u00e8 l\u2019esempio principe: paesaggi lunari o concrezioni rocciose, fondali marini o crateri vulcanici, sono i singolari paesaggi desunti da un elemento semplice quanto noto: l\u2019osso di seppia. Scatti nei quali l\u2019unico intervento praticato \u00e8 nella post produzione, accentuando la decontestualizzazione e decostruzione, al fine di immettere quel segmento estrapolato, nelle situazioni che le personali associazioni di idee hanno costruito nel suo immaginario. Perch\u00e9 per lui la fotografia non \u00e8 scattare, ma creare.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/MattiaMorelli1.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/MattiaMorelli1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27491\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/MattiaMorelli1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/MattiaMorelli1-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/MattiaMorelli1-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/MattiaMorelli1.jpg 1350w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/MattiaMorelli2.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/MattiaMorelli2-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27493\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/MattiaMorelli2-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/MattiaMorelli2-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/MattiaMorelli2.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bari 1985 Vive e lavora a Roma Studio visit di Daniela Trinciagiugno 2022 Tra i palazzoni di Pietralata &#8211; Monti Tiburtini, si trova lo studio del fotografo Mattia Morelli, organizzato nella sede del magazine di arte contemporanea e cultura \u201cInsideArt\u201d, allestito nello spazio Fondamenta Gallery, destinato sin dagli inizi ad accogliere studi di artista. 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