{"id":26604,"date":"2022-06-23T09:00:00","date_gmt":"2022-06-23T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=26604"},"modified":"2022-07-04T09:41:20","modified_gmt":"2022-07-04T07:41:20","slug":"gianfranco-maranto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/gianfranco-maranto\/","title":{"rendered":"Gianfranco Maranto"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Petralia Sottana 1983<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive a Palermo e a Torino<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio Visit di <em>Daniela Bigi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gianfranco Maranto appartiene alla scena che si \u00e8 venuta delineando a Palermo negli ultimi anni. La prima mostra in cui ha palesato la sua ricerca risale al 2012 e a ospitarla fu L\u2019A project space negli spazi di Villa Vincenzina. Per comprendere pienamente il suo lavoro (cos\u00ec come quello di Campostabile o di Genuardi Ruta) non si pu\u00f2 non fare riferimento a un contesto di comunanza in cui \u00e8 stato possibile mettere a fuoco una visione centrata su alcuni valori estetici ed etici che provengono da uno specifico sguardo sulla cultura mediterranea. Oltre i conflitti, in risposta ai conflitti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Maranto parte dall\u2019interesse per i materiali e per le forme in cui si imbatte quotidianamente. C\u2019\u00e8 uno stupore nel suo sguardo che se da una parte affonda nei territori della memoria personale, nelle emozioni visive dell\u2019infanzia, dall\u2019altro si riconnette a quell\u2019istanza di elementariet\u00e0 che ha trovato grandi interpreti nel secondo Novecento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adotta procedimenti semplici, fatti di gesti ripetuti con pazienza attraverso i quali conferisce una inattesa capacit\u00e0 costruttiva a materiali di per s\u00e9 insignificanti, come ad esempio lo scotch, o particolarmente fragili, come la carta velina, o splendidamente riflettenti, come il cellophan colorato, che distoglie dagli utilizzi ordinari e sposta sui terreni dell\u2019espressivit\u00e0, generando interazioni complesse che ridefiniscono lo spazio architettonico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vocabolario \u00e8 ridotto all\u2019osso: segmenti lineari pi\u00f9 o meno lunghi, punti, geometrie essenziali che costruiscono strutture bi o tridimensionali fatte di luce, di colore e di ritmo. Ritmo che occupa un ruolo determinante nei suoi interventi, e a dispetto delle apparenze \u00e8 tutt\u2019altro che automatico, tutt\u2019altro che impersonale; piuttosto \u00e8 millimetricamente esperito, minuziosamente osservato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 un\u2019artigianalit\u00e0 divertita nei suoi procedimenti, una fascinazione ludica per il costruire che si fonde spesso con la complicit\u00e0 che egli instaura con le criticit\u00e0 comportamentali di certi materiali (\u00absemplici ma non poveri, anzi, altamente tecnologici\u00bb). Criticit\u00e0 che l\u2019artista acquisisce come risorse, come opportunit\u00e0 inventive, che lo portano verso scoperte non programmate, verso connessioni inattese. Le direzioni, esplicite o implicite, sono quelle del macrocosmo e del microcosmo e i piani di riflessione quelli del visibile e dell\u2019invisibile. Non \u00e8 un caso quindi che nella sua produzione convivano lavori di scale diverse, da quella ambientale del molto grande a quella intima del piccolissimo: traducono una visione che parte da ci\u00f2 che \u00e8 visibile per arrivare a legarsi con ci\u00f2 che \u00e8 invisibile e che attraversa l\u2019universo. Al centro, sempre la luce. In questi mesi sta lavorando anche con il video e ha scelto di utilizzare programmi molto datati, come Paint ad esempio, per ottenere in realt\u00e0 risultati sofisticati che diano vita a situazioni sinestetiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abL\u2019artista deve continuare ad avere una visionariet\u00e0, \u00e8 questo il suo valore politico \u2013 mi dice \u2013 deve concentrarsi su quello che non conosciamo\u00bb. \u00abCosa mi interessa del reale? Probabilmente ci\u00f2 che esiste ma non vedo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre ci confrontiamo sulle sue opere, anche quelle del passato, mi ricorda del suo interesse per l\u2019astronomia, per la lunga storia delle decorazioni solari, per gli studi sulla struttura della luce dal punto di vista elettromagnetico e, quindi, energetico. Ed effettivamente, se penso alle sue installazioni <em>site-specific<\/em>, non posso non sottolineare la loro vocazione immersiva, la loro istanza armonizzatrice, il puntare su una valorizzazione energetica. Mentre coinvolgono psicofisicamente il pubblico, i suoi interventi, nello spazio di fatto, condividono anche uno specifico approccio alla visione, che \u00e8 insieme aptico e simbolico, giocato essenzialmente tra le polarit\u00e0 della luce e dell\u2019invenzione, i due veri cardini di questa poetica. Potremmo aggiungervi la precariet\u00e0, una condizione che traduce un\u2019attitudine mobile del pensiero e una necessit\u00e0 di riscrivere continuamente attraverso il fare. Potremmo leggervi probabilmente un tratto ereditato storicamente, divenuto, per necessit\u00e0, un carattere antropologico. Ma Maranto ne fa una postura esistenziale propositiva, la usa per cambiare di segno lo stare al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La criticit\u00e0 del suo lavoro risiede soprattutto nel rischio di essere grossolanamente associato a certe esperienze degli anni Sessanta che potrebbero indurre al fraintendimento. Le sue opere non esprimono direttamente valenze critiche n\u00e9 istanze analitiche. Semmai, e questo \u00e8 il suo valore, soprattutto nel contesto attuale, valenze ricostruttive, in qualche modo riparatrici, rigenerative, e la sua gestione degli elementi primari del linguaggio artistico, impiantata su tradizioni simboliche che raccontano culture millenarie, esprime una forma di resistenza contro la rassegnazione galoppante, contro la perdita di quelle facolt\u00e0 che possono ancora permetterci di ragionare intrecciando il visibile con l\u2019invisibile.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/GianfrancoMaranto_1.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"574\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/GianfrancoMaranto_1-1024x574.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26619\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/GianfrancoMaranto_1-1024x574.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/GianfrancoMaranto_1-300x168.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/GianfrancoMaranto_1-768x431.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/GianfrancoMaranto_1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/GianfrancoMaranto_2.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"575\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/GianfrancoMaranto_2-1024x575.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26621\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/GianfrancoMaranto_2-1024x575.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/GianfrancoMaranto_2-300x169.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/GianfrancoMaranto_2-768x431.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/GianfrancoMaranto_2.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Petralia Sottana 1983 Vive a Palermo e a Torino Studio Visit di Daniela Bigi Gianfranco Maranto appartiene alla scena che si \u00e8 venuta delineando a Palermo negli ultimi anni. 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