{"id":26460,"date":"2022-06-12T09:00:00","date_gmt":"2022-06-12T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quaderni.online\/?p=3620"},"modified":"2022-07-04T09:32:49","modified_gmt":"2022-07-04T07:32:49","slug":"juan-pablo-macias","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/juan-pablo-macias\/","title":{"rendered":"Juan Pablo Mac\u00edas"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Puebla 1974<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Livorno<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di <em>Marco Trulli<\/em><br>maggio 2022<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio visit con Juan Pablo Mac\u00edas inizia nell\u2019uliveto che si trova a ridosso della sua abitazione di Livorno, uno spazio in cui ha passato molto tempo a pensare e a ideare nuovi progetti, soprattutto durante le fasi pi\u00f9 dure della pandemia. Mac\u00edas non ha un vero e proprio studio perch\u00e9, pensando a Foucault, crede che la filosofia non si faccia pi\u00f9 sulla scrivania ma penetrando la realt\u00e0, incontrando le diverse istituzioni sociali, confrontandosi con le grammatiche che la realt\u00e0 propone e produce. Cos\u00ec, nell\u2019epoca delle restrizioni, l\u2019artista ha esplorato l\u2019uliveto come luogo fertile di ascolto e ricerca e proprio qui sono state prodotte ricerche come <em>On Air<\/em> o lavori come <em>Tuba tuba tuba<\/em> e altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mac\u00edas trova scomoda l\u2019etichetta di artista, piuttosto preferisce parlare di processi di ricerca creativa, in quanto si confronta con l\u2019immagine come oggetto sociale, per aprire questioni legate alle gerarchizzazioni e alle strutture di potere insite nella realt\u00e0 o nei nostri immaginari. A questa posizione ibrida Mac\u00edas arriva dopo un\u2019attenta lettura di quelli che definisce \u2018pensatori dei margini\u2019, filosofi che nella loro riflessione hanno affrontato in maniera critica le strutture di potere, da Diogene \u201cil cane\u201d a Spinoza fino a Deleuze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo intento di decostruzione e di rilettura profonda della struttura dell\u2019immagine lo porta presto ad approfondire il pensiero anarchico come connettore creativo di relazioni solidali tra umano e natura e riflette nel profondo l\u2019intenzione dell\u2019artista di generare processi di condivisione intorno ai sistemi di diffusione del sapere, al cui centro c\u2019\u00e8 la produzione editoriale. Proprio partendo dall\u2019editoria, Mac\u00edas, attualmente sta lavorando alla Societ\u00e0 internazionale di studi proudhoniani, da una parte acquisendo libri sul pensiero anarchico da diverse case editrici per costruire quella che chiama \u201cuna biblioteca flottante\u201d, dall&#8217;altra costruendo una comunit\u00e0 di lettori e potenziali ricercatori sul pensiero proudhoniano. Mac\u00edas mette in discussione profondamente l\u2019etichetta di artista, agisce artisticamente nella costruzione di percorsi di condivisione intorno a idee, saperi, processi creativi che possano ricollegare vita, piante, esseri di qualsiasi tipo, rifuggendo per quanto possibile ogni struttura capitalistica imposta e sperimentando cos\u00ec forme indipendenti di produzione. In questo senso, \u00e8 significativo il progetto itinerante <em>Mano-vuelta<\/em>, sulla cultura e coltura del mais, che l\u2019artista ha condotto in due diverse esperienze. Attraverso la fermentazione del mais, nel 2021 Mac\u00edas ha realizzato una produzione di <em>tesg\u00fcino<\/em> all\u2019interno di una galleria a Vienna. Dentro la galleria semivuota e con gli strumenti necessari per realizzare il processo di cottura e fermentazione, l\u2019artista ha attivato un lavoro collaborativo che ha portato alla realizzazione della bevanda cerimoniale in bottiglia e fusti con l\u2019etichetta <em>mano-vuelta &#8211; Proudhon<\/em>. La fermentazione \u00e8 un processo metabolico che avviene per interazione tra batteri, enzimi, lieviti, liberando energia. La realizzazione della fermentazione della birra nello spazio bianco di una galleria, prevede una negazione degli standard espositivi oltre alla violazione di certificazioni di produzione alimentare. Utilizzando il mais <em>zapalote chico<\/em>, dal grande significato simbolico per i gruppi indigeni della zona dell&#8217;istmo di Tehuantepec, a Guilmi Mac\u00edas ha avviato un lavoro di piantumazione che in qualche modo continua il lavoro iniziato nel 2014 con la <em>Banca autonoma di sementi liberi da usura<\/em>, avviando una serie di collaborazioni diverse sul territorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle culture preispaniche l\u2019origine sacra del mais \u00e8 attribuita a una divinit\u00e0 che \u00e8 protettrice delle arti cos\u00ec come dei campi di mais, questa comunanza esprime una simbiosi tra natura e uomo, agricoltura e poetica assolutamente inedita se paragonata alle culture occidentali. Da qui, Mac\u00edas parte per associare alla piantumazione del mais nelle piane di Guilmi l\u2019offerta di alcuni doni alla natura, proprio per riflettere in maniera ecosistemica sulla produzione artistica come parte di un sistema di relazioni empatiche e dialogiche con l\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sempre a proposito di progetti indipendenti, negli ultimi anni Mac\u00edas ha realizzato il progetto <em>Salvator Rosa<\/em>, una galleria con un programma di circa venti mostre sotto un cavalcavia di Livorno, in uno spazio di risulta in cui \u00e8 stata realizzata una struttura simile a un stand di una fiera. <em>Salvator Rosa<\/em> \u00e8 un progetto collaborativo con il quale l\u2019artista ripensa le condizioni e i rapporti economici nel mercato dell\u2019arte. Inoltre, questo progetto nega tutta una serie di aspetti tradizionali di comunicazione e marketing degli eventi, dettati dal sistema dell\u2019arte e dall\u2019industria culturale, comunicando e raccontando gli eventi anche dopo la loro realizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pensiero radicale di Mac\u00edas trova la sua sede pi\u00f9 appropriata nella produzione editoriale, vero strumento di condivisione e diffusione dei saperi insurrezionali e degli archivi che l\u2019artista messicano intende valorizzare secondo un concetto di editoria espansa, che dai libri deborda sul suo corpo attraverso i tatuaggi, o mediante scritte che realizza con punte di ogni tipo su pareti o piante. Rispetto ai libri, prodotti spesso \u2018deviando\u2019 i soldi del sistema dell\u2019arte, l\u2019artista sta riflettendo in maniera pi\u00f9 strutturata sui sistemi di diffusione e distribuzione delle pubblicazioni, nell\u2019intento di socializzare il pensiero anarchico attraverso quella che \u00e8 una grande architettura relazionale e discorsiva di pratiche, pensieri e ricerche. Una pratica, quella di Mac\u00ecas, che definisce una mappa di alternative possibili a un sistema dell\u2019arte in cui i processi di produzione costruiscono dinamiche contraddittorie e troppo spesso alleate delle politiche liberiste.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/quaderni.online\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Macias_1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3623\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/quaderni.online\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Macias_2-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3625\"\/><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Puebla 1974 Vive e lavora a Livorno Studio visit di Marco Trullimaggio 2022 Lo studio visit con Juan Pablo Mac\u00edas inizia nell\u2019uliveto che si trova a ridosso della sua abitazione di Livorno, uno spazio in cui ha passato molto tempo a pensare e a ideare nuovi progetti, soprattutto durante le fasi pi\u00f9 dure della pandemia. 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