{"id":26370,"date":"2022-06-08T09:00:00","date_gmt":"2022-06-08T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=26370"},"modified":"2023-07-10T12:25:57","modified_gmt":"2023-07-10T10:25:57","slug":"gaia-de-megni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/gaia-de-megni\/","title":{"rendered":"Gaia De Megni"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Santa Margherita Ligure 1993<br>Vive a Roma e a Portofino<br>Studio visit di Paola Nicolin<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:9px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con Gaia De Megni mi abbarbico lungo la strada che da Rapallo porta a San Pietro di Novello. \u00c8 quasi sera e l\u2019aria in motorino si fa subito fresca quando dal mare si sale verso l\u2019entroterra ligure. Notoriamente schivo, come i suoi abitanti, questo territorio dice molto, anche, del lavoro dell\u2019artista italiana formatasi al triennio di Pittura presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano (NABA) e al momento impegnata nel master annuale di primo livello in Arti performative, MAP_PA, organizzato dall\u2019Azienda Speciale Palaexpo e dall\u2019Accademia di Belle Arti di Roma. \u00abAl momento sono piuttosto nomade. Dopo sei anni a Milano, e cruciale qui per me \u00e8 stato l\u2019incontro e il lavoro con Marcello Maloberti, mi sono spostata a Roma \u2013 con Chiara Guidi sto confrontandomi con il corpo, con la voce\u2026 insomma credo che qui il mio bisogno di performativit\u00e0 si stia facendo pi\u00f9 consapevole \u2013. Ti porto per\u00f2 nel luogo dove lavoro: \u00e8 il laboratorio del marmista con il quale collaboro da sempre. Vedrai alcune mie opere tra macchinari e lastre di marmo grezzo. Va bene?\u00bb. Lasciata la strada principale si gira lungo il fiume dove sorge un capannone di medie dimensioni. Il terreno \u00e8 dissestato e materiali e attrezzi sono accatastati con quella trascuratezza poetica, tipica dei depositi allocati lungo le fasce liguri. Gaia De Megni ha respirato questa indole, questa resistenza della terra stretta al mare aperto; e nei suoi lavori sale sempre di pi\u00f9 la tensione tra una modernit\u00e0 rurale, potente e ruvida insieme, e le lusinghe del mare che luccica di Portofino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se per l\u2019artista la pittura e il disegno sono vere e proprie pratiche quotidiane, attraverso le quali pensare ai lavori, l\u2019opera prende forma nel linguaggio della scultura, intesa come campo espanso dove registri diversi confluiscono. Ecco perch\u00e9 i suoi lavori, che le sono valsi premi e riconoscimento, come il Ducato Prize nel 2019 o, nello stesso anno, il premio Lydia! della Fondazione il Lazzaretto, sono indagini sulla parola, sul cinema d\u2019autore, sono performance, video, installazioni sonore e sculture dove costante sembra l\u2019interesse verso la possibilit\u00e0 di trovare un equilibrio tra monumento e immagine in movimento, tra solido e liquido. Osservate nel cantiere del \u2018suo\u2019 marmista dunque, opere quali <em>Nulla si sa, tutto si immagina<\/em>, 2018 (video proiezione di onde del mare su blocchi di marmo Biancone e Marquinia, dove citazioni tratte dell\u2019ultimo film di Federico Fellini <em>La voce della luna<\/em> sono incise sulla superficie nel tentativo di monumentalizzare l\u2019immagine) o gli elementi della video-performance <em>Il mito dell\u2019eroe<\/em>, 2021 (un palco nero, dalle forme secche e riflettenti, poggiato a terra su piedistalli di metallo che lo rendono quasi uno scoglio\/drone, sul quale aveva avuto luogo un\u2019azione messa in atto da un attore in abiti militari impegnato a marciare sul posto) rivelano quanto l\u2019artista negli anni \u2013 non senza fatica \u2013 sia riuscita a fondere la sua soggettivit\u00e0 nella memoria di un luogo. De Megni si impossessa spesso, d\u2019altra parte, di un\u2019immagine gi\u00e0 esistente, che pu\u00f2 arrivare dai maestri (quasi in una forma di caparbia sottomissione ai padri dell\u2019arte del cinema) o, nel caso delle sue ricerche in corso, dalla realt\u00e0 dei mezzi di comunicazione digitale legata a scene di guerra, conflitti sociale o semplici fenomeni di resistenza urbana. Al momento, l\u2019artista sta infatti lavorando una serie di <em>silhouette<\/em> di armi, realizzate in materiali trasparenti, che affrontano tanto il tema della spettacolarizzazione delle armi quanto quello della domesticit\u00e0 della violenza, l\u2019anestesia costante sotto la quale il nostro occhio processa immagini di guerra. Questo passaggio, che coincide con una crescita umana e una progressiva costruzione della propria consapevolezza nell\u2019essere artista oggi, senza n\u00e9 madri n\u00e9 padri n\u00e9 zii e cugini d\u2019America, rende la ricerca di Gaia De Megni una terra libera e sgretolata come l\u2019entroterra nel quale lavora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/DeMegni-3.jpeg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/DeMegni-3-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26374\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/DeMegni-3-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/DeMegni-3-300x225.jpeg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/DeMegni-3-768x576.jpeg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/DeMegni-3.jpeg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/DeMegni-2.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/DeMegni-2-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26372\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/DeMegni-2-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/DeMegni-2-300x225.jpeg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/DeMegni-2-768x576.jpeg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/DeMegni-2.jpeg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Santa Margherita Ligure 1993Vive a Roma e a PortofinoStudio visit di Paola Nicolin Con Gaia De Megni mi abbarbico lungo la strada che da Rapallo porta a San Pietro di Novello. \u00c8 quasi sera e l\u2019aria in motorino si fa subito fresca quando dal mare si sale verso l\u2019entroterra ligure. 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