{"id":26251,"date":"2022-06-05T09:00:00","date_gmt":"2022-06-05T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=26251"},"modified":"2023-03-29T16:03:40","modified_gmt":"2023-03-29T14:03:40","slug":"francesca-banchelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/francesca-banchelli\/","title":{"rendered":"Francesca Banchelli"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Montevarchi 1981<br>Vive e lavora a Reggello<br>Studio visit di Angel Moya Garcia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In uno studio in mezzo alla campagna, poco fuori Reggello in provincia di Firenze, Francesca Banchelli osserva e analizza la quotidianit\u00e0 attraverso luci, ombre, materia, pensiero, frammenti, tempo, e la riflessione, come modo di unione tra il mondo esterno e quello emozionale. In ogni sua opera \u00e8 intrinseco un atto narrativo che ribalta i piani gerarchici della realt\u00e0 percettiva e di quella immaginativa a prescindere dal linguaggio con cui decide di formalizzare una visione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo lavoro \u00e8 basato principalmente sulla pittura, nonostante utilizzi anche i mezzi della performance, della scultura e del video, spesso organizzando i vari media in istallazioni poliedriche. Il suo interesse per il tempo \u00e8 un modo per scoprire la potenzialit\u00e0 della narrazione vista come una sorta di \u2018situazione\u2019 contenente costellazioni di eventi. Questi immaginari includono visioni oniriche di coesistenza tra animali ed esseri umani, sospesi in spirituali, emotivi e psicologici tentativi di riconciliazione con la natura. Banchelli usa il tempo come una chiave verso l\u2019incontro con l\u2019assoluto, attraverso opposti quali sensualit\u00e0 e decadimento, materia e spiritualit\u00e0, collettivit\u00e0 e singolarit\u00e0, iconografia e atemporalit\u00e0 \u2013 per ricercare la complessit\u00e0 dell\u2019evento. La pittura \u00e8 sentita dall\u2019artista come un tappetto di processualit\u00e0 e di lavoro quotidiano di cui ha bisogno per far emergere tutte le proprie mancanze e le proprie necessit\u00e0. L\u2019arte \u00e8 essenziale che non sia solo un valore in s\u00e9, ma che possa attivare determinate situazioni, mantenendo una tensione forte, un rapporto e un coinvolgimento diretto con chi la osserva. Nella sua ricerca non mancano i riferimenti alla scena internazionale, sia concettuali sia formali: Peter Doig, Francis Alys, Miriam Cahn, intesi non come maestri quanto come artisti attinenti, richiami, che hanno squarciato le epoche e che ritornano anche solo per l\u2019uso che fanno del tempo o la modalit\u00e0 delle pennellate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo momento Banchelli sta portando avanti un linguaggio pittorico che si intreccia a grandi progetti performativi. Pittura e performance diventano un corpo unico che si biforca in funzione del contesto. Con la pittura ha la possibilit\u00e0 di costruire porte che lascia aperte. Gli scenari pittorici sono sempre \u201c<em>nowhere<\/em> <em>land<\/em>\u201d attraversati da presenze che rimangono in bilico su qualcosa che \u00e8 successo o che deve succedere. Questi parametri erano gi\u00e0 ben presenti anche nei progetti performativi <em>The Fugitive<\/em> e <em>Before the Name<\/em>, in cui aveva affrontato il concetto di evento che \u00e8 alla base del suo lavoro. <em>The Fugitive<\/em> \u00e8 un percorso che si sta sviluppando tutt\u2019ora, ed \u00e8 nato sull\u2019idea di incontro: incontro che azzeri la prevalenza tra le specie, senza mediazione, che rivaluti l\u2019altro e quindi anche un incontro con s\u00e9 stessi, per interrogarsi su dove abbiamo sbagliato come societ\u00e0. A prescindere dal linguaggio scelto, ci sono elementi ricorrenti: le pietre, come l\u2019esserci sempre stato; il tempo, come qualcosa che unisce passato, presente e futuro; gli animali (cani e uccelli prevalentemente), come elementi che mettono in comunione gli esseri viventi sulla terra; l\u2019essere umano, come presenza mai definita che diventa portatrice e trasmettitrice di moltitudine e allo stesso tempo testimone di un cambiamento. Presenze in continua ricerca, in cui primordialit\u00e0 e coscienza, intellettiva o spirituale, si associano definendo cosa sia l\u2019essere umano, dandogli ancora la possibilit\u00e0 di evolversi, di maturare e di capire cosa lasciarsi alle spalle. Nella sua ricerca, come abbiamo costatato, il rapporto tra performance e pittura diventa indissolubile, solo che ogni visione trova una declinazione specifica in funzione del contesto o di motivi specifici. La pittura \u00e8 tutto un divenire, mentre la performance diventa pi\u00f9 mentale, sono due temporalit\u00e0 diverse ma che ci parlano della stessa identica cosa e che spesso si incrociano attraverso corrispondenze, come la composizione, che lega entrambi gli ambiti. Se consideriamo ogni lavoro come la narrazione di una visione personale, emerge una struttura che coinvolge direttamente l\u2019osservatore, portato a mettere in collegamento i micro eventi. Lavori in moto, che si appropriano della temporalit\u00e0 della performance per declinarla nella pittura. L\u2019inclinazione di Banchelli o la sua attitudine rimane quella di far funzionare la temporalit\u00e0 come motore tra lo spettatore e l\u2019opera. La tensione richiesta ed espressa, imprime all\u2019artista, ma soprattutto al pubblico, una responsabilit\u00e0 e mi chiedo, durante lo studio visit, fino a che punto questa responsabilit\u00e0, questa tensione e questa consapevolezza arrivino in modo fluido e non forzato attraverso narrazioni e visioni che hanno un punto di vista non didascalico, ma sicuramente molto soggettivo. Forse dare per scontato un orizzonte di lettura condiviso potrebbe essere fuorviante e, da un certo punto di vista, superficiale. Tuttavia, le visioni oniriche, l\u2019atemporalit\u00e0 della rappresentazione, gli elementi subliminali che suggeriscono aspetti a met\u00e0 tra la minaccia e la sospensione, la fluidit\u00e0 dei corpi, la compresenza di diverse anime che popolano le pitture e le loro espressioni mai turbate ma proiettate verso una pi\u00f9 alta coscienza, le tonalit\u00e0 dei colori o l\u2019essere in bilico tra l\u2019intimidazione e l\u2019inconsapevolezza, suggeriscono un\u2019assoluta incoscienza o una perdita di interesse e un distacco per ci\u00f2 che accade, proiettandosi verso un riscatto pi\u00f9 spirituale e mentale, nel quale ci si pu\u00f2 ancora salvare. Una percezione dove emerge la capacit\u00e0 di convivere con l\u2019idea di apoteosi, di minaccia incombente, mentre il nostro sguardo e la nostra attenzione sono rivolti altrove, in una restituzione panoramica della realt\u00e0 che stiamo vivendo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Banchell_1.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Banchell_1-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26237\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Banchell_1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Banchell_1-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Banchell_1-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Banchell_1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Banchelli_2.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Banchelli_2-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26239\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Banchelli_2-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Banchelli_2-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Banchelli_2-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Banchelli_2.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Montevarchi 1981Vive e lavora a ReggelloStudio visit di Angel Moya Garcia In uno studio in mezzo alla campagna, poco fuori Reggello in provincia di Firenze, Francesca Banchelli osserva e analizza la quotidianit\u00e0 attraverso luci, ombre, materia, pensiero, frammenti, tempo, e la riflessione, come modo di unione tra il mondo esterno e quello emozionale. 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