{"id":26245,"date":"2022-06-02T09:00:00","date_gmt":"2022-06-02T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=26245"},"modified":"2023-07-10T12:30:20","modified_gmt":"2023-07-10T10:30:20","slug":"barbara-de-vivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/barbara-de-vivi\/","title":{"rendered":"Barbara De Vivi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Venezia 1994<br>Vive e lavora a Venezia<br>Studio visit di Elisa Carollo<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:9px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Barbara De Vivi a Venezia \u00e8 nata e si \u00e8 formata come artista, imparando tanto dell\u2019arte che popola le chiese e i palazzi della citt\u00e0, come poi dal tipo di approccio alla pittura che qui propone l\u2019Accademia. Tuttavia, la sua pratica estrae la propria materia di lavoro soprattutto dal flusso mediatico e iconografico costante che ci circonda, immagini che assorbiamo quotidianamente e spesso simultaneamente da varie fonti e tramite diversi medium, ma spesso gi\u00e0 avulse dal loro contesto originario. Per questo motivo, le opere di De Vivi si pongono come un\u2019interessante riflessione, allo stesso tempo iconologica e semiotica, sull\u2019immagine contemporanea, portata avanti attraverso la tecnica tradizionale della pittura, per meglio analizzare e comprendere i meccanismi della retorica visiva in relazione al patrimonio iconografico del passato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando ci incontriamo, in occasione dei giorni di inaugurazione della Biennale, capisco subito che \u00e8 un momento di passaggio. Nello studio di Venezia non c\u2019\u00e8 molto, se non le opere che ha portato appositamente da New Castle, dove sta lavorando da alcuni mesi. Come lei stessa ammette, sente ormai esaurite le talvolta eccentriche folle barocche che a lungo hanno caratterizzato le sue opere, trovando maggiore ispirazione nel mondo fumoso e fantastico dei lunapark. Questo nuovo motivo narrativo le ha permesso di inserire una serie di nuovi soggetti da un immaginario pop anni \u201990, come pupazzi gonfiabili o Pokemon, e al contempo sperimentare nuove tecniche. Fra queste, l\u2019artista ha introdotto l\u2019uso della bomboletta spray, che le ha consentito di esplorare nuovi effetti di iridescenze e luci sulla tela. E ancora, su una tela di 40\u00d730 cm adotta un enigmatico <em>close up <\/em>filmico su una maschera che ritorna, in forma pi\u00f9 estesa, nell\u2019ampia opera che le \u00e8 accanto. La riproposizione delle medesime immagini \u00e8 un aspetto ricorrente e coerente nella sua pratica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019opera pi\u00f9 ampia in studio \u00e8 chiaramente un lavoro di passaggio: in esso ritroviamo ancora le folle di soggetti tratti dalla storia dell\u2019arte, appartenenti al mondo mitologico quanto alla pittura sacra<em>. <\/em>A essi se ne aggiungono altri che afferiscono gi\u00e0 a scenari pi\u00f9 grotteschi e gotici, insieme con elementi che riportano invece a questo nuovo mondo dei lunapark recentemente introdotto. Lo sfondo, come spesso accade nelle sue opere, \u00e8 pressoch\u00e9 assente: sono le figure stesse a costituirlo sovrapponendosi in un graduale passaggio di trattamenti pittorici, che le rende sempre pi\u00f9 spettrali. L\u2019opera risulta per\u00f2 fumosa e particolarmente caotica, avendo adottato l\u2019artista anche un uso molto liquido del colore. Unico attracco narrativo, due figure di fanciulle in primo piano, il cui sguardo deciso, seppur diretto verso un orizzonte indefinito, \u00e8 in grado di catturare l\u2019osservatore. Uno dei punti critici di questa, come di altre opere di De Vivi, \u00e8 appunto la difficolt\u00e0 di lettura, determinata dalla complessa gestione compositiva, dalla sovrabbondanza di soggetti su cui lo sguardo tende a vagare senza trovare punti di riferimento. L\u2019artista \u00e8 consapevole di essere alla ricerca di nuovi processi di appropriazione, mediazione e ri-mediazione delle immagini: se prima il suo lavoro di ricerca e selezione, da internet e da altre fonti, si traduceva in bozzetti su carta di singoli soggetti poi riportati e composti insieme sulla tela, ora il processo creativo prevede una mediazione ulteriore, attraverso la creazione di un collage digitale, prima manualmente abbozzato, per poi riportare questo elaborato digitale finale su tela, in una tripla mediazione digitale\/analogico\/digitale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019artista confessa che vorrebbe riprendere a sperimentare di pi\u00f9 con <em>wallpaper<\/em> e collage digitali anche come opere singole, come ha gi\u00e0 fatto in passato. Mi mostra un\u2019opera dove, per la prima volta, ha introdotto il collage digitale che, impresso su gesso, integra direttamente come sfondo, tramite le velature di olio che lo avvolgono e lo fanno emergere. Questa soluzione sembra estremamente coerente con tutta la sua ricerca e ricca di potenzialit\u00e0 per una ulteriore evoluzione del suo lavoro. Dopo una prima esperienza a Lipsia per una residenza, nel gennaio 2023, De Vivi si sposter\u00e0 tra alcuni mesi ad Amburgo: questi soggiorni a contatto con diverse scene artistiche, e in particolare con l\u2019approccio al figurativo qui dominante, potr\u00e0 offrirle forse alcune risposte per trovare un maggiore equilibrio nelle sue opere, ed espandere le possibilit\u00e0 di questo nuovo percorso, sia narrativo sia processuale, intrapreso. Ma, in una scena gi\u00e0 satura di altra pittura figurativa, non \u00e8 forse un punto di forza per un\u2019artista cos\u00ec giovane essere in piena e continua evoluzione, interrogandosi criticamente sul proprio lavoro e il proprio approccio alle immagini?<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/BarbaraDeVivi_1.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/BarbaraDeVivi_1-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26219\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/BarbaraDeVivi_1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/BarbaraDeVivi_1-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/BarbaraDeVivi_1-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/BarbaraDeVivi_1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/BarbaraDeVivi_2.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/BarbaraDeVivi_2-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26221\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/BarbaraDeVivi_2-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/BarbaraDeVivi_2-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/BarbaraDeVivi_2-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/BarbaraDeVivi_2.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia 1994Vive e lavora a VeneziaStudio visit di Elisa Carollo Barbara De Vivi a Venezia \u00e8 nata e si \u00e8 formata come artista, imparando tanto dell\u2019arte che popola le chiese e i palazzi della citt\u00e0, come poi dal tipo di approccio alla pittura che qui propone l\u2019Accademia. 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