{"id":26182,"date":"2022-05-29T09:00:00","date_gmt":"2022-05-29T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=26182"},"modified":"2022-07-04T09:41:54","modified_gmt":"2022-07-04T07:41:54","slug":"luca-trevisani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/luca-trevisani\/","title":{"rendered":"Luca Trevisani"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Verona 1979<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Milano<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di <em>Marco Scotti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A pochi giorni dall\u2019apertura di Arte Fiera incontriamo Luca Trevisani nel suo studio di Milano, mentre prepara l\u2019allestimento di <em>Ai piedi del pane<\/em>, una commissione di Xing concepita per il programma <em>Opl\u00e0. Performing Activities 2022<\/em>, pensata per permettere ai visitatori di camminare tra i padiglioni bolognesi con scarpe dalle suole costruite con il pi\u00f9 essenziale dei nutrimenti. Ulteriore capitolo in un ciclo di lavori dedicato alla tecnologia e a uno dei suoi simboli pi\u00f9 potenti, letto attraverso la storia e interpretato in senso scultoreo, questa esperienza rende per la prima \u2013 e ultima \u2013 volta esperibili questi oggetti: \u00ab\u00e8 un modo per far capire come noi, quando camminiamo, non siamo su una superficie neutra, c\u2019\u00e8 uno scambio di energie\u00bb. Il pane \u00e8 stata una materia centrale nel lavoro di Trevisani negli ultimi anni, protagonista di un ciclo che ha visto tra gli esiti la vittoria del bando Cantica21 e la realizzazione di <em>Mobili radici<\/em>, un gruppo scultoreo composto da 20 suole di scarpe, ovviamente prodotte nello stesso elemento e destinate alla collezione del MAXXI di Roma. La chiusura di questa serie dedicata alla cultura materiale sar\u00e0 un film, che affiancher\u00e0 immagini e riflessioni sull\u2019idea di un rapporto con il mondo letto attraverso gesti come fare il pane e camminare, e un libro, edito da Nero. Questo sar\u00e0 una copia anastatica della prima edizione inglese de <em>Il pane selvaggio<\/em> di Piero Camporesi, dove l\u2019artista interverr\u00e0 su ogni pagina, inserendo le immagini dei propri lavori, rendendo le parole originali leggibili solo in alcune minime parti e riportando a lato i suoi testi dedicati alla ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le scarpe che vediamo ora in studio, pronte per essere messe alla prova sul suolo emiliano, sono presentate su supporti realizzati a partire da un legno lavorato, bruciato, trattato per far emergere i segni del tempo e della vita dell\u2019albero, estremamente scultorei, con forme che guardano a scultori come Isamu Noguchi, senza rinunciare a una funzionalit\u00e0 esibita. All\u2019estremit\u00e0 dello studio lo spazio \u00e8 invece dedicato alla preparazione di una serie di lavori per una mostra alla galleria Mehdi Chouakri di Berlino, prevista in autunno. Qui, su una serie di lastre di marmo, Trevisani ha appoggiato dei limoni tagliati a met\u00e0: gli acidi degli agrumi con il tempo incidono la superficie, creando pattern irregolari che restituiscono le forme naturali. \u00abSi ricollega alla mia ricerca sui fossili: in questo caso appaiono come fossili impossibili di limoni, e quindi rimandano a un\u2019idea di natura sconosciuta. Ma \u00e8 una cosa reale in fondo, sono semplici agrumi appoggiati sul marmo\u00bb. Proprio come sulle carte esposte alla mostra <em>In bocca<\/em> alla galleria Pinksummer dello scorso anno, al cibo \u00e8 affidato un ruolo fondamentale, come origine dell\u2019immagine che porta con s\u00e9 una serie di significati legati alla forma come alla nostra storia culturale. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019altra serie di lavori, sullo scaffale di fronte, lavora invece direttamente sui fossili, imprimendo con stampe ai polimeri su questi resti di 320 milioni di anni motivi ripresi dalla Wiener Werkstatte. Le superfici vengono prima scansionate in tre dimensioni, per mantenere le immagini sempre a fuoco aderenti alle superfici e, successivamente, l\u2019intero fossile passa in un forno ad alte temperature per il fissaggio dei colori. \u00abCi ho messo quasi cinque anni a completare questo lavoro, \u00e8 apparentemente semplice ma, in fondo, intervenire in questo modo su qualcosa di cos\u00ec antico prevede una cattiveria e una perentoriet\u00e0 incredibile. Tutto il mio lavoro, oltre che con la tecnologia e la natura, ha a che fare con il tempo\u00bb. La ricerca della stampa su elementi naturali era iniziata a Berlino, usando come supporti foglie di banano oppure di loto, perch\u00e9 ogni settimana un aereo arrivava in citt\u00e0 e le portava ai ristoranti vietnamiti o thailandesi, in modo che potessero usarle per servire il cibo. Ora le foglie provengono dall\u2019orto botanico di Palermo, sono di piante come Monstera e Strelitzia, e condividono la provenienza esotica e la capacit\u00e0 di essiccare. \u00abAnche questo \u00e8 come un cavallo di Troia, sicuramente ha un valore decorativo ma in fondo vuole mostrare come noi non capiamo nulla del mondo naturale. Ma lo dice in una maniera abbastanza ambigua\u00bb. E lo studio? Dopo anni passati a Berlino e poi a Palermo, oggi Luca Trevisani ha uno spazio qui, tra Crescenzago e Precotto, che per anni ha chiamato \u2018camera di crescita\u2019, dopo l\u2019incontro con un botanico che gli aveva mostrato i luoghi per gli esperimenti e lo studio delle piante. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi invece lo definisce una trincea, dove lavorare con la materia e le proprie mani, prendersi i rischi del caso, per poi riflettere. \u00ab\u00c8 una questione molto personale. Un mese fa mi sono fatto molto male mentre ero al lavoro, mi sono tagliato un tendine con un flessibile, e mi colpiva come quasi mi vergognassi di raccontarlo alle persone. Tutto il mio lavoro consiste nel ricordarmi e ricordarci quanto la materia sia importante, quanto noi non abbiamo un corpo ma siamo un corpo e, di conseguenza, come i corpi non siano neutri. Quando ti fai male emerge la divisione che abbiamo ancora in testa tra arti alte e basse, e in uno studio come questo, pieno di polvere, rischi di sentirti un artigiano, quasi come se questa fosse una colpa da espiare. \u00c8 una cosa che facciamo fatica a scardinare, per me lo studio \u00e8 un luogo di lavoro intenso. Se lavori con le mani fai un lavoro lento, hai bisogno di andare in profondit\u00e0 di tutta una serie di conoscenze, e il mondo in cui viviamo \u00e8 veloce. Ma l\u2019unico modo che ho per pensare certe cose \u00e8 di farle\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Trevisani_1.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"685\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Trevisani_1-685x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26186\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Trevisani_1-685x1024.jpg 685w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Trevisani_1-201x300.jpg 201w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Trevisani_1-768x1148.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Trevisani_1-1028x1536.jpg 1028w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Trevisani_1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 685px) 100vw, 685px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Trevisani_2.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"684\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Trevisani_2-684x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26188\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Trevisani_2-684x1024.jpg 684w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Trevisani_2-200x300.jpg 200w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Trevisani_2-768x1149.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Trevisani_2-1026x1536.jpg 1026w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Trevisani_2.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 684px) 100vw, 684px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona 1979 Vive e lavora a Milano Studio visit di Marco Scotti A pochi giorni dall\u2019apertura di Arte Fiera incontriamo Luca Trevisani nel suo studio di Milano, mentre prepara l\u2019allestimento di Ai piedi del pane, una commissione di Xing concepita per il programma Opl\u00e0. 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