{"id":26042,"date":"2022-05-21T09:00:00","date_gmt":"2022-05-21T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=26042"},"modified":"2024-02-09T16:28:09","modified_gmt":"2024-02-09T15:28:09","slug":"andrea-mastrovito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/andrea-mastrovito\/","title":{"rendered":"Andrea Mastrovito"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bergamo 1978<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a New York e a Bergamo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di <em>Lara Demori<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">marzo 2022<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abDisegno altro non sia che una apparente espressione e dichiarazione del concetto che si ha nell\u2019animo, e di quello che altri si \u00e8 nella mente imaginato e fabricato nell\u2019idea\u00bb, scrive Vasari a proposito del disegno nel capitolo XV delle sue <em>Vite<\/em>, aggiungendo poi che il disegno \u00e8 il padre delle \u00abtre arti nostre, architettura, scultura e pittura\u00bb, capace di visualizzare un\u2019idea o forma universale delle cose della natura. Andrea Mastrovito fa propria la lezione di Vasari e usa il disegno come <em>logos <\/em>universale, il punto di partenza e di arrivo di una dialettica circolare in cui possiamo inscrivere il suo lavoro. Non a caso ha da poco inaugurato uno spazio espositivo in provincia di Bergamo dedicato esclusivamente al disegno contemporaneo in Italia: la Drawing Hall (al momento \u00e8 allestita una personale di Stefano Arienti). Il progetto, che si avvale anche della produzione di brevi pubblicazioni monografiche, porta l\u2019attenzione su un mezzo espressivo spesso poco considerato nella contemporaneit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riguardo alla centralit\u00e0 del disegno nel lavoro di Mastrovito, \u00e8 opportuno prendere in esame una serie di lavori iniziati gi\u00e0 nel 2015 e poi ripresi dal 2018, alcuni dei quali ho il piacere di osservare nello studio dell\u2019artista a Brooklyn, nei pressi del Navy Yard. In queste opere, il disegno si sovrappone, dando voce, forma e narrazione, a una serie di righelli di varie lunghezze e colori applicati su tele di grande formato. Rompendo i precetti della griglia modernista regolare, i righelli sono disposti quasi a formare una quadrettatura post-moderna, a met\u00e0 tra il <em>kitsch<\/em> e lo psichedelico, e si scontrano con le forme disegnate di matrice surrealista che compongono il vocabolario immaginario dell\u2019artista. I temi affrontanti in queste composizioni, che ricordano quelle dei fregi classici, sono diversi e allegorici, come pure la simbologia: ecco apparire umani con teste di poliedri dureriani, alberi con molteplici braccia; una concezione animistica della natura sottoposta a oscuri processi alchemici, strane formule cabalistiche. Come dice Mastrovito, la congiunzione tra righelli e immagini sovrapposte e disturbanti crea degli equivoci: il \u2018segno\u2019 del disegno cancella e maschera la numerazione dei righelli, di fatto proponendo una nuova realt\u00e0, o forse sarebbe meglio dire il simulacro di essa?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019aprile del 2021, Mastrovito si \u00e8 dedicato all\u2019incisione di lavagne di diversi formati, con riferimenti alla scuola e all\u2019educazione, giocando sulla combinazione di binomi antitetici come cancellare\/incancellabile. Entrambi i concetti, di lavagna e di disegno, sono infatti nozionalmente legati a idee di precariet\u00e0 e cancellabilit\u00e0: ce lo ha insegnato Rauschenberg nel 1953, quando, insieme a Jasper Johns, decise di cancellare un disegno di De Kooning, ponendo simbolicamente fine al primato, sino ad allora indiscusso, dell\u2019espressionismo astratto e sconfessando l\u2019idea di sacralit\u00e0 e intoccabilit\u00e0 dell\u2019opera d\u2019arte. Mastrovito capovolge queste certezze incidendo le lavagne e utilizzando il materiale di scarto dell\u2019incisione all\u2019interno della composizione stessa, rendendole di fatto incancellabili. Un tentativo apocrifo di diseducazione del mezzo, per citare il titolo di una sua recente mostra presso la galleria Michela Rizzo, dove alcune di queste lavagne sono state esposte (<em>La diseducazione al reale<\/em>, 2021). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se il disegno attraversa tutta la produzione di Mastrovito, non pu\u00f2 mancare l\u2019associazione tra disegno e videoarte nella forma dell\u2019animazione. Le immagini in movimento hanno una storia millenaria, dalle ombre proiettate sui muri che risalgono all\u2019antico Egitto fino a quelle cinesi. E tuttavia, il disegno animato come lo intendiamo oggi (il cartone animato di matrice statunitense nasce negli anni Venti del Novecento) ha ingiustamente trovato poco spazio nelle produzioni artistiche, rimanendo relegato a un genere di intrattenimento infantile. Sulla linea di Kentridge, di cui non nega la paternit\u00e0, Mastrovito riprende l\u2019animazione per raccontare storie che superano le barriere generazionali e geografiche. \u00c8 il caso del film <em>Nysferatu &#8211; Symphony of a Century<\/em> del 2017, in cui la storia di Dracula diventa quella di uno sfortunato immigrato che arriva a Manhattan agli inizi del secolo: una forma scanzonata come quella del cartone animato viene ricontestualizzata diventando teatro della tragedia della contemporaneit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante tutto il suo lavoro si basi su una grande consapevolezza e maturit\u00e0 tecnica, che lo rendono un disegnatore eccellente, \u00e8 proprio in questo tipo di videoanimazione inaspettata per genere e temi che Mastrovito risulta pi\u00f9 innovativo e accattivante. Non ci resta che aspettare il suo prossimo film.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/AndreaMastrovito_1.jpeg.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/AndreaMastrovito_1.jpeg-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26020\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/AndreaMastrovito_1.jpeg-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/AndreaMastrovito_1.jpeg-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/AndreaMastrovito_1.jpeg-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/AndreaMastrovito_1.jpeg.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/AndreaMastrovito_3.jpeg.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/AndreaMastrovito_3.jpeg-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26022\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/AndreaMastrovito_3.jpeg-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/AndreaMastrovito_3.jpeg-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/AndreaMastrovito_3.jpeg-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/AndreaMastrovito_3.jpeg.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bergamo 1978 Vive e lavora a New York e a Bergamo Studio visit di Lara Demori marzo 2022 \u00abDisegno altro non sia che una apparente espressione e dichiarazione del concetto che si ha nell\u2019animo, e di quello che altri si \u00e8 nella mente imaginato e fabricato nell\u2019idea\u00bb, scrive Vasari a proposito del disegno nel capitolo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":26024,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[],"class_list":["post-26042","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26042","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26042"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26042\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26024"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26042"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26042"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26042"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}