{"id":26039,"date":"2022-05-20T09:00:00","date_gmt":"2022-05-20T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=26039"},"modified":"2023-04-07T11:18:27","modified_gmt":"2023-04-07T09:18:27","slug":"elisa-cella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/elisa-cella\/","title":{"rendered":"Elisa Cella"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Genova 1974<br>Vive e lavora a Monza<br>Studio visit di Francesca Guerisoli<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:9px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla reception del MAC Museo d\u2019Arte Contemporanea di Lissone, che dirigo da settembre scorso, accoglie il pubblico l\u2019opera di Elisa Cella <em>19-C25<\/em> (2019), artista che ho conosciuto proprio in museo un paio di mesi fa. Entro nel suo studio attraverso lo schermo dei rispettivi PC. Scorgo immediatamente alle pareti altri suoi lavori che mi riconducono all\u2019opera in permanenza al MAC. La sua, infatti, \u00e8 una cifra stilistica chiara, una firma sempre riconoscibile. Mi fa notare un elemento della sua formazione che intuisco subito non sia solo un dettaglio: Elisa ha studiato matematica e si \u00e8 avvicinata all\u2019arte dopo i 25 anni. La matematica, sua passione prima dell\u2019arte, rimane nella sua vita come forma mentale e come oggetto di analisi. Gli interessi per le scienze e la biologia, oltre che per la matematica, l\u2019hanno portata all\u2019attuale concettualizzazione e formalizzazione delle sue opere, che di volta in volta si librano su una superficie o nello spazio tridimensionale. Fin dai suoi primi lavori, realizzati su carta, ricorre sempre il cerchio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le chiedo perch\u00e9 proprio il cerchio e, mentre sostiene sia una scelta inconscia, snocciola una serie di elementi di varia natura che riconducono a questa forma. Quando un essere umano non sa come disegnare qualcosa, disegna il cerchio. \u00c8 una forma finita che ha dentro l\u2019infinito. Sono circolari l\u2019atomo, la molecola, la terra, il sole, cos\u00ec come i capezzoli, prima forma che riconoscono i neonati grazie all\u2019istinto di sopravvivenza. Inizialmente Cella impiega questo motivo in due direzioni: per rappresentare la percezione delle emozioni da un lato e per lavori di matrice scientifica, matematica, fisica, biologica dall\u2019altro. La seconda via \u00e8 quella che oggi costituisce integralmente il suo campo di indagine. Il suo, per\u00f2, non \u00e8 un lavoro sulla scienza ma sulle connessioni che essa intrattiene con la filosofia. Se sinapsi e neuroni costituiscono gli spunti di ricerca della sua opera, la domanda che ne sta alla base \u00e8 \u00abdov\u2019\u00e8 la coscienza?\u00bb, a cui neuroscienze, filosofia e religione cercano di dare risposte in base ai reciproci punti di osservazione: \u00abLa scienza va a indagare una serie di domande, sposta il limite della conoscenza pi\u00f9 in l\u00e0. Mi affascina il mistero\u00bb. A un primo sguardo ogni opera appare come una composizione astratta che richiama l\u2019universo della biologia; a una lettura pi\u00f9 profonda, si intuisce la tensione oltre l\u2019organico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre ai disegni su carta, Cella lavora con acrilici e olio su tela e, pi\u00f9 recentemente, realizza sculture e installazioni. In quest\u2019ultimo caso, i cerchi consistono in tubi in ferro tagliati al laser e verniciati, disegnati a mano e poi trascritti in digitale con programmi informatici. La qualit\u00e0 di superficie della sua opera rimane comunque una costante: in questo periodo sta realizzando un libro con Luca Panaro per Chippendale Studio, fatto di disegni su supporti diversi e sta preparando la personale che aprir\u00e0 nel settembre prossimo presso la galleria Villa Contemporanea di Monza, che cattura la mia attenzione per il tema che ha scelto di sviluppare: l\u2019universo dei microrganismi. Virus, batteri, alghe monocellulari, protozoi sono l\u2019oggetto di questa mostra, di cui Cella non indaga l\u2019effetto negativo, come elementi patogeni, al contrario, si interessa alla loro bellezza formale (\u00abin realt\u00e0, da vicino, sono bellissimi\u00bb), che esalta attraverso i colori. Mi ricorda che usiamo i virus per produrre medicinali, vaccini e che vengono impiegati anche nell\u2019ingegneria genetica; le prime forme di vita erano monocellulari e hanno cambiato la storia dell\u2019evoluzione grazie alla produzione di ossigeno. In questa sua ultima serie di lavori, Elisa Cella si focalizza dunque su quell\u2019ambiente che condiziona le nostre vite \u2013 ce ne siamo ben resi conto con il Covid19, che mi ha anche costretta a fare la prima parte di questo studio visit a distanza \u2013 , e ne interpreta le connessioni attraverso composizioni vitali, sviluppando pattern altamente decorativi. Ognuna delle serie che realizza \u00e8 composta di numerosi lavori, molti dei quali simili per forma e tema, come constato anche nella visita allo studio fatta di persona alcuni giorni dopo l\u2019incontro online. Le tele sono raggruppate in diverse aree dello studio e, dal vivo, trovo affascinante la delicatezza di alcuni oli bianco su bianco della serie <em>Derma<\/em>. Il cerchio, anche qui, ricorre sempre.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ElisaCella_02.jpeg.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ElisaCella_02.jpeg-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26014\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ElisaCella_02.jpeg-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ElisaCella_02.jpeg-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ElisaCella_02.jpeg-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ElisaCella_02.jpeg.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ElisaCella_03.jpeg.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ElisaCella_03.jpeg-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26016\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ElisaCella_03.jpeg-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ElisaCella_03.jpeg-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ElisaCella_03.jpeg-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ElisaCella_03.jpeg.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Genova 1974Vive e lavora a MonzaStudio visit di Francesca Guerisoli Alla reception del MAC Museo d\u2019Arte Contemporanea di Lissone, che dirigo da settembre scorso, accoglie il pubblico l\u2019opera di Elisa Cella 19-C25 (2019), artista che ho conosciuto proprio in museo un paio di mesi fa. Entro nel suo studio attraverso lo schermo dei rispettivi PC. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":26018,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[],"class_list":["post-26039","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26039","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26039"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26039\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26018"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26039"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26039"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26039"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}