{"id":25954,"date":"2022-05-18T09:00:00","date_gmt":"2022-05-18T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quaderni.online\/?p=3075"},"modified":"2022-07-04T09:34:33","modified_gmt":"2022-07-04T07:34:33","slug":"piotr-hanzelewicz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/piotr-hanzelewicz\/","title":{"rendered":"Piotr Hanzelewicz"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lodz (Polonia) 1978<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a L\u2019Aquila e a Tornimparte<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di <em>Marco Trulli<\/em><br>aprile 2022<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio di Piotr Hanzelewicz \u00e8 un piccolo box nel seminterrato di un condominio residenziale nella periferia di L\u2019Aquila. In realt\u00e0, un altro spazio utilizzato come studio \u00e8 nel paese abruzzese in cui risiede, Tornimparte. Hanzelewicz, per raccontare il suo lavoro e la sua vita nel capoluogo abruzzese, cita anche l\u2019impegno profuso nella promozione culturale e artistica in citt\u00e0 e della sua collaborazione attiva con l\u2019artista Davide Serpetti, in un territorio che si percepisce piuttosto isolato rispetto alla scena artistica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel suo studio coesistono gli strumenti di precisione che si utilizzano per realizzare le banconote insieme agli strumenti musicali e agli amplificatori. Hanzelewicz parte sempre da una teorizzazione molto costruita dell\u2019operazione agganciando in maniera discorsiva elementi diversi che, per accostamento o per contrasto, generano costellazioni di significati e di suggestioni che alimentano l\u2019immaginario del suo lavoro. Questo impianto teorico si articola in opere dai formati diversi, dalle conferenze performative alle opere su carta, su cui spesso ricalca, imprime e ricava l\u2019immagine con procedimenti di trasferimento chimico o fisico. In alcuni casi questo impianto concettuale \u00e8 tradotto sul piano performativo in maniera asciutta e potente ma, talvolta, sembra rimanere concluso su un piano teorico. La sua ricerca si concentra principalmente sull\u2019analisi delle convenzioni, interpretate come sistemi arbitrari che regolano il senso comune, i valori condivisi e i rapporti di forza all\u2019interno della societ\u00e0. Per questo la continua decostruzione delle convenzioni economiche che l\u2019artista mette in atto, sia dal punto di vista materiale sia semantico, \u00e8 uno dei punti fermi della sua ricerca degli ultimi dieci anni, in quanto si sofferma sulle attribuzioni di significato del denaro nei diversi contesti geografici e sociali attraverso l\u2019analisi del linguaggio. L\u2019origine stessa del nome \u201cmoneta\u201d, che l\u2019artista racconta nella performance <em>Storia volatile<\/em>, \u00e8 il frutto di una combinazione di elementi casuali e allo stesso tempo altamente simbolici, che gi\u00e0 in epoca romana hanno definito questo termine. Attraverso un <em>excursus<\/em> narrativo delle vicende dal tono ironico, tra le oche del Campidoglio e l\u2019attacco dei Galli a Roma, l\u2019artista ricostruisce l\u2019etimologia dei nomi delle valute, dimostrando come molta parte della nostra societ\u00e0 sia costruita su elementi contraddittori e, di fatto, arbitrari e anche virtuali. Una nuova versione di questo lavoro \u00e8 la \u2018con-formance\u2019, <em>La cosa volatile<\/em>, realizzata nel 2021 al MAXXI L\u2019Aquila, in cui l\u2019artista affida la narrazione a un simulatore vocale del suo telefono, rimanendo fisicamente presente e immobile per la durata della performance, a emulare la smaterializzazione delle vite e il rapporto fittizio, e al contempo condizionante, che abbiamo istituito con il denaro e con l\u2019economia. Lo stesso nome dell\u2019opera \u00e8 stato scelto per la predilezione nei confronti della parola \u201ccosa\u201d, che consente una lettura aperta a diverse interpretazioni ed \u00e8 associata, nel titolo, al concetto \u201c<em>verba volant<\/em>\u201d e di volatilit\u00e0 del denaro. Dal punto di vista materiale, il suo lavoro sul denaro si concentra sul ritaglio della banconota statunitense da un dollaro ripetuto in maniera diversa per cento volte. La manipolazione della banconota avviene attraverso la tessitura di ritagli di banconote mai entrate in circolazione (fior di stampa) con altri ritagli di banconote circolate: il risultato \u00e8 una serie di banconote alterate che interrogano la convenzione del denaro, il suo valore vincolato a processi virtuali, ad autorizzazioni che regolano i processi capitalistici globali, eppure assolutamente immaginari e arbitrari. La cartamoneta, dunque, diventa un territorio creativo in cui l\u2019artista opera, anche con volont\u00e0 di smitizzare la sua iconicit\u00e0, decostruendo e ricostruendo l\u2019immagine di George Washington cento volte con infinite variabili. In maniera diversa l\u2019artista lavora sulle monete da un centesimo e con la loro materialit\u00e0, ricavando in negativo strutture geometriche derivate dai processi di ossidazione delle monete impressi sulla carta. Le monete da un centesimo incarnano la soglia di confine con un\u2019economia virtuale che \u00e8 costruita su contraddizioni e disfunzioni di sistema, se consideriamo che il lorobcosto di produzione \u00e8 superiore al loro valore (4,26 cent). Il lavoro di Hanzelewicz, dunque, agisce attraverso la reiterazione di gesti avvalendosi di calchi e ritagli che producono una serialit\u00e0 difforme e irregolare in cui simboli, forme e significati dell\u2019economia sono messi in discussione nella loro natura ambivalente, con l\u2019obiettivo di riflettere sul ruolo del denaro e del suo potere nelle nostre vite, nei nostri sogni e desideri. Le nuove fasi della ricerca dell\u2019artista si concentrano sempre di pi\u00f9 sulla virtualit\u00e0 esasperata attraverso cui molti processi della nostra vita si sviluppano e, in questo, l\u2019artista tende a giocare sul confine del ridicolo o del contraddittorio con la tendenza a umanizzare la dimensione tecnologica che pervade le nostre vite.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/quaderni.online\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Hanzelewicz1-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3079\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/quaderni.online\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Hanzelewicz3-679x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3081\"\/><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lodz (Polonia) 1978 Vive e lavora a L\u2019Aquila e a Tornimparte Studio visit di Marco Trulliaprile 2022 Lo studio di Piotr Hanzelewicz \u00e8 un piccolo box nel seminterrato di un condominio residenziale nella periferia di L\u2019Aquila. 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