{"id":25809,"date":"2022-05-10T09:00:00","date_gmt":"2022-05-10T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=25809"},"modified":"2022-05-09T12:39:55","modified_gmt":"2022-05-09T10:39:55","slug":"lucia-veronesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/lucia-veronesi\/","title":{"rendered":"Lucia Veronesi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mantova 1976<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Venezia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di <em>Paola Nicolin<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u00c8 la stagione delle \u201cmoeche\u201d, non lo sai?\u00bb. Con Lucia Veronesi cammino lungo le rive della Giudecca per arrivare al suo studio, che si trova nell\u2019ex birrificio dell\u2019isola veneziana. I granchietti verdi in fase di muta che si avviluppano forsennati nelle ceste dei pescatori veneziani sono un presagio di quell\u2019affastellamento di immagini e materia che trovo poco dopo in atelier.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stanza \u00e8 apparentemente ordinata, ma la velocit\u00e0 dell\u2019intercedere di Lucia e un pi\u00f9 attento esame dello spazio mi rendono pi\u00f9 esplicita questa idea di \u2018accumulo\u2019 che ho spesso letto a proposito del suo lavoro. Filamenti di tessuti cuciti insieme a brandelli di carta che pendono dal soffitto, cataste di riviste d\u2019epoca, faldoni in cartone, libri aperti e chiusi, un cesto ampio di scampoli di abiti che ti viene voglia di metterci le mani per trovare la tua taglia: Lucia Veronesi, come molti, \u00e8 stata trascinata in laguna da una collaborazione con la Biennale. Che effetto fa ancora oggi ai giovani artisti italiani lavorare in questa istituzione? Lei pensa e parla con le immagini. I suoi soggetti sono gli interni domestici, la relazione tra dentro e un fuori, tra l\u2019arredo e la natura, tenuti insieme da un evento catastrofico che sembra stia l\u00ec per accadere. Nei suoi video animati e nei suoi collage cuciti le immagini sono sempre in movimento. C\u2019\u00e8 un fondo di favola horror in ciascuna di esse, qualcosa che attrae ed eccita: un guardare nel foro della serratura per scoprire drammi, perversioni, ma anche una sana curiosit\u00e0 del <em>voyer<\/em> che c\u2019\u00e8 in ognuno di noi (come il video <em>Il voyeur<\/em>, 2013, di cui l\u2019artista scrive in termini di \u00abun viaggio dentro una casa: ogni stanza \u00e8 un immaginario a s\u00e9. Lo sguardo che le attraversa \u00e8 indagatore e curioso. Incontra qualcosa di rivelatorio, da spiare in silenzio\u00bb). La sua pratica muove dal collage, alla videoanimazione, all\u2019illustrazione. Media diversi utilizzati diversamente e simultaneamente. L\u2019artista, che ha pi\u00f9 volte manifestato di rivolgere il suo interesse verso la figura dell\u2019accumulatore seriale, sceglie di esprimersi attraverso lavori concepiti spesso come serie di opere (<em>Cuore solitario<\/em>, <em>I Maestri del colore<\/em>, <em>L\u2019Italia sfondata<\/em>,per esempio), a corroborare la tesi secondo la quale l\u2019accumulo non \u00e8 solo una fascinazione bens\u00ec un\u2019attitudine metodologica, una condizione esistenziale dell\u2019opera stessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello studio, d\u2019altra parte, sta prendendo forma il suo ultimo lavoro, che sembra aggiungere complessit\u00e0 alla ricerca. Si tratta infatti una serie di tessuti cuciti, intitolati <em>La distanza dell\u2019eterno<\/em>, presentati come stendardi formalmente ispirati a quelli di Mary Lowndes, artista inglese che nel 1907 fond\u00f2 a Londra la Lega delle artiste suffragette, creando una guida con le regole per realizzare striscioni e stendardi da portare alle manifestazioni per il diritto di voto alle donne. I tessuti sono l\u2019esito di un\u2019indagine dedicata a rilevantissime astronome e scienziate, autrici di alcune fra le scoperte pi\u00f9 importanti degli ultimi secoli, eppure sottopagate, ostacolate, misconosciute, private di riconoscimenti, discriminate dai loro stessi colleghi maschi. Veronesi accumula informazioni sul loro conto. Ne analizza la biografia privata e professione e scopre, per esempio, che sono spesso state loro a sintetizzare formule matematiche attraverso frasi che colpissero l\u2019immaginazione. \u00abPer esempio <em>Oh Be A Fine Girl, Kiss Me <\/em>ancora oggi \u00e8 la frase pi\u00f9 usata per ricordarsi come classificare le stelle, a seconda della loro temperatura. \u00c8 un acronimo: le iniziali di ogni parola si riferiscono infatti alle classi spettrali denominate O, B, A, F, G, K, M (dalla pi\u00f9 calda alla pi\u00f9 fredda). La frase \u00e8 stata inventata da Henry Norris Russel, negli anni in cui la leadership nell\u2019astronomia era esclusivamente maschile, ma la classificazione fu inventata dalla scienziata Annie Jump Cannon (1863-1941). Ho estratto alcune tra le frasi per me pi\u00f9 significative e le ho inserite in uno stendardo di tessuto cucito. Ognuna si riferisce a un\u2019astronoma. Frasi, forme e figure che compongono lo stendardo formano idealmente un ritratto di ciascuna donna\u00bb, scrive l\u2019artista. Favola e documentario avevano trovato, d\u2019altra parte, una sintesi anche in una produzione cinematografica dell\u2019artista presentata al Cinema Galleggiante nell\u2019agosto del 2021; \u00e8 qui infatti che Lucia Veronesi ha proiettato un documentario-intervista dedicato alla figura di Lisetta Carmi. Con <em>La fortuna interiore <\/em>l\u2019artista insieme a Valentina Bonifacio compone in Puglia un ritratto per immagini e parole della fotografa e musicista, da qualche anno al centro di una forte attenzione da parte del mondo dell\u2019arte contemporanea. Nata a Genova da una famiglia di origine ebraica, al momento dell\u2019intervista questa donna potente del Novecento aveva 93 anni e racconta di come, dopo aver raggiunto la fama come pianista e come fotografa a livello internazionale, abbia costruito, nel 1979, uno dei primi Ashram d\u2019Occidente nelle campagne di Cisternino in Valle d\u2019Itria. Attorno alla forma simbolica del tempio che riproduce perfettamente quello di Haidakhan, un paesino indiano alle pendici dell\u2019Himalaya, dove nel 1970 Babaji apparve per la prima volta e dove avvenne il primo incontro con Lisetta, si costruisce cos\u00ec una narrazione in movimento, dove sopra al dato reale Veronesi disegna un\u2019altra immagine. Ancora una volta il centro di interesse dell\u2019artista \u00e8 un prototipo di casa &#8211; grotta &#8211; interno, che si relazione con un esterno caricato di un\u2019ossessione &#8211; affezione quasi antropologica. Come si vive dunque nell\u2019accumulo? Mai come dopo la pandemia la relazione tra noi e gli oggetti \u2013 noi e lo spazio domestico \u2013 ha subito dei radicali cambiamenti che in un certo senso il lavoro di Veronesi ha anticipato. A partire dalla riflessione sull\u2019invivibilit\u00e0 dello spazio sar\u00e0 interessante in futuro capire come queste attitudini troveranno una forma (pi\u00f9) compiuta.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/LuciaVeronesi_1.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/LuciaVeronesi_1-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25777\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/LuciaVeronesi_1-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/LuciaVeronesi_1-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/LuciaVeronesi_1-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/LuciaVeronesi_1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Lucia-Veronesi_2.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Lucia-Veronesi_2-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25775\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Lucia-Veronesi_2-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Lucia-Veronesi_2-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Lucia-Veronesi_2-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Lucia-Veronesi_2.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mantova 1976 Vive e lavora a Venezia Studio visit di Paola Nicolin \u00ab\u00c8 la stagione delle \u201cmoeche\u201d, non lo sai?\u00bb. 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