{"id":25418,"date":"2022-05-01T09:00:00","date_gmt":"2022-05-01T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=25418"},"modified":"2022-04-28T22:14:12","modified_gmt":"2022-04-28T20:14:12","slug":"carmelo-nicotra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/carmelo-nicotra\/","title":{"rendered":"Carmelo Nicotra"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Agrigento 1983<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Favara<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di <em>Daniela Bigi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Carmelo Nicotra appartiene a quella generazione di artisti siciliani che abbastanza presto si \u00e8 trovata di fronte all\u2019opzione del trasferirsi o del rimanere. Come altri giovani in questi anni, ha scelto di rimanere. Si tratta infatti di una generazione che ha compreso definitivamente che per rispondere alla marginalizzazione prodotta da un usurato, eppure persistente, sistema di valori basato su centro e periferia, vanno compiute scelte consapevoli e soprattutto inequivocabili, giocando non solo la carta della resistenza ma quella ancora pi\u00f9 faticosa della trasformazione, lavorando nell\u2019ottica della rete, della mutualit\u00e0 e, soprattutto, della ricerca condivisa di un\u2019origine e di una meta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo lo studio in accademia, a Palermo, l\u2019artista ha deciso di tornare a vivere nella sua cittadina di origine, Favara, nella chiaroscurata provincia agrigentina, della quale ha fatto il fulcro di un massiccio studio antropologico che \u00e8 andato di pari passo con un progressivo affondo nella propria storia personale, intima. Uno studio condotto nel tentativo di svelare, a s\u00e9 stesso prima che agli altri, la radice e la natura dei fenomeni sociali e la loro traduzione in forme. Forme dell\u2019agire, forme del credere, forme dell\u2019abitare. Vivere in una piccola comunit\u00e0 rende pi\u00f9 accessibile la leggibilit\u00e0 di quelle forme, ma rende anche pi\u00f9 offensivo, pi\u00f9 traumatizzante, l\u2019abuso delle stesse come esercizio del potere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Antropologia, architettura, urbanistica sono gli ambiti in cui si muove la sua ricerca, che trova i suoi esiti migliori nella scultura, nell\u2019installazione, nel collage, in un complesso equilibrio tra la struttura concettuale e un personale dispiegamento di soluzioni inventive che spaziano tra forme classiche introiettate e depistanti elementi del kitsch abusivista, tra volumi geometrici puri e vezzi arredativi piccolo borghesi, tra materiali patinati, sgrammaticature costruttive e atmosfere r\u00e9tro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La biblioteca (in primis quella di Favara), la piazza, il privato domestico, i vuoti urbani, sono i luoghi in cui Nicotra rintraccia le sue fonti, che sono di natura documentale, tecnica addirittura (piani regolatori, anagrafe dei defunti, regolamenti edilizi, delibere di demolizione) ma anche di matrice orale (centinaia di racconti di familiari oltre che di anziane e anziani) o memoriale (lettere, fotografie, oggetti) e talvolta letteraria (poesia dialettale, racconti popolari). Un poderoso flusso di testimonianze e di emozioni che evidenzia come al centro del suo lavoro ci sia la ferita della perdita, la consapevolezza che smarrire la comprensione e la traccia del passato porti con s\u00e9 un danno irrecuperabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da qui la sua assunzione di responsabilit\u00e0 rispetto alla necessit\u00e0 del conservare, strappando all\u2019oblio non solo frammenti orali e scritti, ma un intero mondo di forme, di elementi di mobilio, reperti edilizi, fino ai lacerti di intonaco di quelle abitazioni che ancora oggi si continua a demolire per fare spazio alla speculazione. E non si tratta di preservare la Storia monumentale, autoriale, che in realt\u00e0 un po\u2019 ovunque sta ritrovando la propria centralit\u00e0 e la propria difesa, ma proprio quell\u2019ordinario accumularsi di storie individuali che qualcuno continua a voler scambiare per materia inerte, interscambiabile, inutilmente ingombrante in quanto apparentemente senza qualit\u00e0. \u00c8 su questo passaggio che Nicotra incardina il suo lavoro, ed \u00e8 da questa prospettiva di militanza che bisogna leggerlo nel contesto dell\u2019arte attuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una militanza che, oltre che con la conservazione e lo studio, si esprime soprattutto dentro una pratica di riprogettazione che parte dai segni, i caratteri, i fallimenti e le ambizioni del proprio territorio, al di l\u00e0 degli stereotipi con i quali si continua a immobilizzare la Sicilia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre riflettiamo insieme su idee e progetti legati a residenze in cantiere per i prossimi mesi, viene fuori che questo modo di lavorare basato su un\u2019iniziale ricerca d\u2019archivio, la successiva costruzione di una rete partecipativa per condividere le fonti e la conseguente individuazione di una o pi\u00f9 \u201cforme-guida\u201d che coagulino gli esiti oggettuali e simbolici dell\u2019indagine, se ripetuto in contesti differenti rischia di trasformarsi in un meccanismo che, seppure fruttuoso, potrebbe per certi versi standardizzarsi, automatizzarsi, diventando un modello operativo applicabile in serie. C\u2019\u00e8 bisogno allora di tornare a scavare partendo da s\u00e9 per alimentare quel pensiero profondo che possa davvero permettere di arrivare all\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La forza del lavoro di Nicotra sta nella capacit\u00e0 di alimentare questo scavo, che mentre nutre il suo enigmatico mondo di forme essenziali d\u00e0 corpo parallelamente a un processo trasformativo che avoca all\u2019estetica i contenuti dell\u2019etica.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/01_Studio_CarmeloNicotra.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/01_Studio_CarmeloNicotra-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25402\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/01_Studio_CarmeloNicotra-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/01_Studio_CarmeloNicotra-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/01_Studio_CarmeloNicotra-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/01_Studio_CarmeloNicotra.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/02_Studio_CarmeloNicotra.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/02_Studio_CarmeloNicotra-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25404\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/02_Studio_CarmeloNicotra-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/02_Studio_CarmeloNicotra-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/02_Studio_CarmeloNicotra-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/02_Studio_CarmeloNicotra.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Agrigento 1983 Vive e lavora a Favara Studio visit di Daniela Bigi Carmelo Nicotra appartiene a quella generazione di artisti siciliani che abbastanza presto si \u00e8 trovata di fronte all\u2019opzione del trasferirsi o del rimanere. 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