{"id":25309,"date":"2022-04-26T11:33:13","date_gmt":"2022-04-26T09:33:13","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=25309"},"modified":"2022-04-26T11:40:28","modified_gmt":"2022-04-26T09:40:28","slug":"alice-visentin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/alice-visentin\/","title":{"rendered":"Alice Visentin"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Castellamonte 1993<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vive e lavora a Torino<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio visit di <em>Giacinto Di Pietrantonio, Francesca Disconzi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a><em>Per ora sono giacinti, ma se son rose fioriranno<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di Alice Visentin colpisce il background poetico, definibile come una sorta di utopia futura. Opere impregnate di quella magia che fa accadere le cose. Come quando, appena quattordicenne, andava a \u2018lavorare\u2019 nel laboratorio di ceramica della famiglia Filippi e vedeva prendere forma i \u201cPitociu\u201d, statuette in terracotta dei mestieri di paese, posti poi a ornamento sui tetti e da cui molte delle figure dei suoi quadri provengono. Sono questi momenti fondamentali, esperienza di radici, primi attivatori della sua creativit\u00e0 a cui l\u2019artista stessa riconosce un ruolo fondativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da Castellamonte all\u2019Accademia di Torino, dove \u00e8 allieva di Marco Cingolani, il passo \u00e8 breve. Qui conosce le compagne e compagni di corso con cui, nel 2015, fonda <em>Spaziobuonasera<\/em>, un\u2019associazione no-profit di artisti. Un altro momento fondamentale e intenso dove Alice, lontana dalle sue radici, cerca di aprirsi al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esperienza la porta a riflettere e lavorare sull\u2019idea di banda, con una serie di quadri ricchi di figure dai colori vivi, gruppi di amici che condividono esperienze. Una nuova idea di famiglia, in cui ci si sceglie e si sta insieme per affinit\u00e0 e non per parentela. Nello stesso periodo, Alice prende il suo primo studio a Torino nella zona dell\u2019attuale Sporting Dora, all&#8217;interno dell&#8217;ex dopolavoro dei dipendenti Michelin. Questo luogo, con un ampio giardino, diventa punto di unione con la sua provenienza e le sue origini; \u00e8 qui che rivede lo spazio del quadro, ispirata dalla quadratura di <em>Martin Heidegger<\/em>: uno spazio di libert\u00e0 in cui si incontrano il cielo, la terra, i divini e i mortali, spazio incensurato di libert\u00e0. Inizia dunque ad ascoltare l\u2019urgenza e non solo ad assecondare l\u2019abilit\u00e0. Non vuole diventare una professionista del materiale, ma seguire piuttosto l\u2019ideale di autenticit\u00e0, sperimentando diversi supporti con un approccio idromantico, che chiede alla superficie di autodeterminarsi. La pratica evolve poi, negli ultimi anni, in un approccio corale e orale. In questa fase il lavoro assume una dimensione collettiva che coinvolge e attiva energie locali. Ne \u00e8 un esempio l\u2019opera proposta per la rassegna territoriale <em>Una boccata d\u2019arte <\/em>ad <em>Avise<\/em>, in Valle d\u2019Aosta, in cui l\u2019artista propone un\u2019installazione di carte circolari dipinte ad acquerello che fluttuano nello spazio. Con un gruppo di persone appassionate, lavora con archivi canori, bande e cori. Un modo per riattivare l\u2019oralit\u00e0 con storie quasi dimenticate, come quella del canto di una giovane donna, che affida al vento un messaggio struggente per il suo amato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo lavoro l\u2019ha portata a essere selezionata per la ricostruzione della piazza di Limone Piemonte, con un progetto di murales in ceramica e una parte performativa messa in scena dalla danzatrice Ilaria Quaglia. Anche in questo caso, la narrazione passa attraverso la ricerca storiografica della comunit\u00e0. L\u2019opera \u00e8 infatti un omaggio a <em>le Cavallette, <\/em>campionesse femminili di sci di fondo di Limone Piemonte, che negli anni Cinquanta entrano nella nazionale italiana di sci nordico conquistando numerosi podi in gare nazionali e internazionali. Furono selezionate per le Olimpiadi invernali, ma venne loro impedito di prenderne parte, in quanto gli sponsor preferirono finanziare la discesa libera maschile. Storie di resistenza si ritrovano nel progetto <em>Le malefate<\/em>, neologismo del termine <em>malafatta<\/em>, un errore di cucitura: una ricerca etnografica di storie di donne dimenticate e scomparse dalla rete tessuta dalla storia. Dal quadro violentemente rosso, <em>I primi mille giorni d\u2019oro, <\/em>rimando ai primi 1000 giorni dei bambini per rimparare a conoscere, arriviamo alla serie di opere fatte durante l\u2019ultimo lockdown, in cui la tavolozza si \u00e8 scurita e i segni incupiti, ricordando gli <em>Stati d\u2019animo <\/em>di Boccioni.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/AliceVisentin_-Studio-a-Castellamomte.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/AliceVisentin_-Studio-a-Castellamomte-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25301\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/AliceVisentin_-Studio-a-Castellamomte-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/AliceVisentin_-Studio-a-Castellamomte-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/AliceVisentin_-Studio-a-Castellamomte-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/AliceVisentin_-Studio-a-Castellamomte.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/AliceVisentin_Studio-a-Castellamonte-2.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/AliceVisentin_Studio-a-Castellamonte-2-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25299\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/AliceVisentin_Studio-a-Castellamonte-2-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/AliceVisentin_Studio-a-Castellamonte-2-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/AliceVisentin_Studio-a-Castellamonte-2-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/AliceVisentin_Studio-a-Castellamonte-2.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Castellamonte 1993 Vive e lavora a Torino Studio visit di Giacinto Di Pietrantonio, Francesca Disconzi Per ora sono giacinti, ma se son rose fioriranno Di Alice Visentin colpisce il background poetico, definibile come una sorta di utopia futura. 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