{"id":23456,"date":"2022-03-20T09:00:00","date_gmt":"2022-03-20T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=23456"},"modified":"2023-03-29T16:07:12","modified_gmt":"2023-03-29T14:07:12","slug":"nausica-barletta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/nausica-barletta\/","title":{"rendered":"Nausica Barletta"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siderno 1991<br>Vive e lavora a Reggio Calabria e a Milano<br>Studio visit di Marcello Francolini<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricerca di Nausica Barletta si concretizza a partire dal ciclo delle \u201ccase\u201d che sviluppa tra il 2017 e il 2020. Esso si manifesta in un lento e graduale processo di definizione oggettuale del proprio spazio memoriale. In effetti a poterle guardare tutte insieme, al di l\u00e0 delle diverse situazioni in cui sono presentate: alcune in alto come fossero una meta da guadagnare dopo una lunga scalata; alcune in trasparenza come un miraggio di cristallo; alcune dentro porzioni d\u2019acqua di mare o fiume come fossero zone di morbido abbandono, sembrano condividere una forma minima di presentazione che \u00e8 in tutto e per tutto a proposito di quella sintesi tipica del disegno infantile, che \u00e8 poi, direttamente, \u201cla prima casa\u201d. Questo segno tiene insieme il concetto di casa come spazio-formale e il concetto di casa come luogo-mentale proprio e intimo. Il suo spazio \u00e8 originato dalla possibilit\u00e0 di indurre ad atti dell\u2019esperienza sensibile a partire dalla concrescenza di diverse materie. Il suo procedimento formale trova ancoraggio nelle asserzioni dell\u2019universo poverista che, a sua volta, trova un naturale congiungimento geografico in quel polimaterismo boccioniano in cui si sente ridondare quella, gi\u00e0 presente e antica, consapevolezza bizantina verso la \u201ccosa\u201d. La cosa, o le cose intese come le materie sagomate da Barletta, \u00e8 intesa in un significato che non si riduce alla sua forma fenomenica, ma si estende per gran tratto nell\u2019aldil\u00e0: <em>aliquid stat pro aliquo<\/em> (Sant\u2019Agostino, <em>De Doctrina Christiana<\/em>). Qui lo spazio diviene luogo, la volumetria si estende nella mente dell\u2019osservatore che deve muovere la correlazione del proprio sguardo dal ricordo al sovrasenso. Il meccanismo di funzionamento dei suoi lavori, cos\u00ec come descritto, rientra a pieno titolo nella nuova generazione di artisti italiani, la cui costante di fondo \u00e8 una certa propensione a uno sguardo universale che trattiene, in uno, tutti i diversi linguaggi che compongono l\u2019opera d\u2019arte ultimissima. L\u2019attuale punto toccato dalla ricerca di Nausica Barletta progredisce verso un allargamento ontologico dello statuto delle sue opere dall\u2019oggetto all\u2019azione, secondo una condizione di eventualit\u00e0 che ne sottolinea la centralit\u00e0 nella sua estensione nel tempo. Ci\u00f2 che ricercava nei materiali viene sostituito dall\u2019introduzione dell\u2019azione di agenti esterni, che producono quella porzione di tempo del lavoro che diviene cellula visiva in ci\u00f2 che resta come composizione ultima e che presuppone, o come ridondanza in una <em>loopstation<\/em>. Un\u2019opera intesa come rappresentazione di rappresentazioni. \u00c8 ci\u00f2 che viene fuori dagli ultimi lavori, come <em>Dieci alla sedicesima<\/em> (2021) e <em>Soglia<\/em> (2021), dove l\u2019artista ricerca una collaborazione tra esseri eusociali, donna e formiche, donna e api. In <em>dieci alla sedicesima<\/em> la forma-casa diviene, attraverso il pane che la sussume, una bio-comunicazione interspecifica con le formiche che intervengono con una manipolazione diretta sulla cosa in tutt\u2019altro. Avviene cos\u00ec l\u2019adozione di un processo bio-semiotico che dispone la forma dell\u2019opera come frutto di un plurilinguismo dialogico. Questa propensione sembra condividere i presupposti di una ricostruzione cognitiva del mondo naturale cos\u00ec come appare nelle intenzioni odierne della semiotica, come nel caso italiano di Augusto Ponzio (<em>La filosofia del linguaggio<\/em>, 2011), che guarda al linguaggio come attitudine al filosofare, al correlare e non come oggetto esterno d\u2019indagine, ma come facolt\u00e0 fisiologica degli esseri. Nel caso di <em>Soglia<\/em>, Barletta radica l\u2019evenienza concettuale sul piano simbolico del virtuale. L\u2019elemento correlatore coincide con l\u2019etere in cui muove la connessione che tiene lo schermo esposto e un quadriportico chiuso all\u2019interno dello stesso edificio che ospita l\u2019esposizione, interdetto per la presenza di un nido di api. Si apre cos\u00ec una soglia sulla possibilit\u00e0 di rivedere dietro le api: nutrici; costruttrici; bottinatrici. Un meccanismo di funzionamento dell\u2019opera che sempre pi\u00f9 sviluppa dinamiche di movimentazione di ambienti in altri ambienti e che in modo attuale riversa attenzione alle problematiche che l\u2019eco-sofia ci presenta come conto di crescente allontanamento dal mondo per relegarci un ambiente tecno-scientifico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siderno 1991Vive e lavora a Reggio Calabria e a MilanoStudio visit di Marcello Francolini La ricerca di Nausica Barletta si concretizza a partire dal ciclo delle \u201ccase\u201d che sviluppa tra il 2017 e il 2020. Esso si manifesta in un lento e graduale processo di definizione oggettuale del proprio spazio memoriale. 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