{"id":22969,"date":"2022-03-08T15:19:01","date_gmt":"2022-03-08T14:19:01","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=22969"},"modified":"2023-03-29T10:10:29","modified_gmt":"2023-03-29T08:10:29","slug":"davide-balliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/davide-balliano\/","title":{"rendered":"Davide Balliano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torino 1983<br>Vive e lavora a Brooklyn (NY)<br>Studio visit di<em>Lara Demori<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Davide Balliano mi accoglie nel suo studio newyorkese, uno spazio neutro e pieno di luce, con grandi finestroni che dominano Brooklyn. \u00c8 uno spazio minimale come il suo lavoro. Al momento, ha in preparazione un ciclo di pitture su lino, (<em>Untitled,<\/em> Galleria Cardi, Milano 19 gennaio &#8211; 15 marzo), un materiale che consente una maggior ricchezza e organicit\u00e0 rispetto al supporto ligneo a cui si era affidato precedentemente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019artista si forma come fotografo alla scuola Bauer di Milano dove vive per alcuni anni, fino al suo trasferimento a New York nel 2006. Il suo lavoro gioca sull\u2019impiego consapevole di un <em>range<\/em> minimo di colori: il bianco e il nero. Non \u00e8 il suo un rifiuto del colore ma una necessit\u00e0. A uno sguardo superficiale, le grandi tele geometriche di vari formati disposte lungo le pareti dello studio sembrano insistere su una poetica geometrico-astratta \u2013 memore dei <em>Black Paintings<\/em> di Frank Stella, ad esempio \u2013 anacronistica rispetto alle ricerche contemporanee. Una lettura pi\u00f9 attenta contraddice questa prima impressione: l\u2019apparente purezza, la mono-tonia, la serialit\u00e0 propria del tardo modernismo vengono spezzate da una serie di \u2018accidenti\u2019 \u2014 abrasioni, scorticature e colature incontrollate di colore \u2014 che segnano la tela del drammatico incontro con la realt\u00e0. Balliano mi spiega che il processo di costruzione della composizione \u00e8 molto pi\u00f9 complesso di quel che possa apparire a uno sguardo distratto. Ci\u00f2 che vediamo sulla superficie \u00e8 solo la sommit\u00e0 di una complessa costruzione cui l\u2019artista si dedica quasi come a un rituale. Il disegno iniziale \u00e8 fatto a grafite su una base di stucco; seguono vari passaggi di pva, inchiostro, gesso e stucco, in parte rimossi da abrasioni e scartavetrate. La stesura di una lacca opaca trasparente completa l\u2019opera. In atto, una dialettica dinamica di aggiunta e rimozione. Se la particolare sinuosit\u00e0 e ripetizione delle forme geometriche pu\u00f2 ricordare la resa grafica delle vibrazioni acustiche, la disposizione ottico-plastica delle forme sulla tela tradisce la formazione fotografica dell\u2019artista. Uno studio della fotografia di impostazione fortemente concettuale: Balliano ricorda che il programma di studio, fondato sui precetti della Kunstakademie di D\u00fcsseldorf, si focalizzava sul lato teorico e sulla pianificazione piuttosto che sugli aspetti tecnici e documentari del mezzo fotografico. La fotografia nasceva da uno studio ben documentato e non dall\u2019ispirazione del momento. Altra componente fondamentale del suo lavoro \u00e8 l\u2019alternanza di bianco e nero: nella serie <em>Untitled<\/em> \u00e8 spesso il bianco a prendere il sopravvento; l\u2019audacia di un \u201cbianco su bianco\u201d, per citare la famosa opera di Malevi\u010d del 1917, in cui purezza e tradizione sono ormai un\u2019utopia. L\u2019essenzialit\u00e0 del non-colore ha fatto s\u00ec che l\u2019opera di Balliano venga sempre interpretata alla stregua di un minimalismo contemporaneo. E sebbene l\u2019eredit\u00e0 sia innegabile, ancora pi\u00f9 forte \u00e8 la vicinanza con le esperienze <em>optical<\/em> internazionali degli anni Sessanta, un parallelismo rivelato dall\u2019inaspettato focus sulla componente ottico-visiva della composizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Balliano \u00e8 un artista in ascesa, la cui produzione, in continua evoluzione, ha gi\u00e0 raggiunto forza e individualit\u00e0 tali da distinguerlo nel panorama degli artisti della sua generazione. La <em>gravitas<\/em>, la monumentalit\u00e0, la perfetta imperfezione delle tele iscrivono il suo lavoro in uno stile classico e atemporale. \u00c8 tuttavia la sua una classicit\u00e0 contaminata, non solo per la mescolanza tra media e generi \u2014 pittura, scultura, fotografia, grafica \u2014 ma anche tra tela e intervento umano. Un intervento stratificato e sedimentato nel tempo e nel processo di produzione, che altera una purezza e un rigore solo apparenti. Spesso le tele di Balliano sono definite \u2018austere\u2019 proprio per la scelta radicale di due non-colori contrapposti; a me sembrano invece capaci di rompere i dettami di un geometrismo rigoroso e di sconfinare al di l\u00e0 dei limiti della tela stessa, come il riverbero del suono nello spazio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viene istintivo chiedersi: cosa verr\u00e0 dopo? Se per Balliano il bianco e il nero sono una scelta cromatica necessaria, come necessario \u00e8 il complesso apparato plastico e architettonico sotteso alle sue tele, c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 che questa necessit\u00e0 si esaurisca lasciando spazio ad altro o finir\u00e0 per ripiegarsi su s\u00e9 stessa ancora e ancora in una infinita meditazione tautologica?<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Balliano3.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Balliano3-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-22973\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Balliano3-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Balliano3-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Balliano3-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Balliano3.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption>foto di Dario Lasagni<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Balliano-4.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Balliano-4-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-22971\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Balliano-4-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Balliano-4-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Balliano-4-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Balliano-4.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption>foto di Dario Lasagni<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino 1983Vive e lavora a Brooklyn (NY)Studio visit diLara Demori Davide Balliano mi accoglie nel suo studio newyorkese, uno spazio neutro e pieno di luce, con grandi finestroni che dominano Brooklyn. \u00c8 uno spazio minimale come il suo lavoro. 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