{"id":22654,"date":"2022-03-06T11:00:08","date_gmt":"2022-03-06T10:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=22654"},"modified":"2023-04-06T11:12:38","modified_gmt":"2023-04-06T09:12:38","slug":"campostabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/campostabile\/","title":{"rendered":"Campostabile"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mario Campo, Alcamo 1987; Lorena Stabile, Alcamo 1989<br>Vivono e lavorano ad Alcamo<br>Studio visit di Daniela Bigi<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:9px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ragionare sul lavoro di Campostabile dopo averne visitato lo studio costringe a un\u2019operazione di astrazione e al contempo di immaginazione percettiva, perch\u00e9 si tratta di tenere a mente due dimensioni, una micro e una macro, che vivono una sintesi abbastanza complessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La micro \u00e8 l\u00ec, sui tavoli da disegno, nel forno per la ceramica, nella macchina da cucire, nelle collezioni di oggetti e materiali, nello schermo del computer. \u00c8 fatta di piccoli manufatti non necessariamente riconoscibili o di moduli progettati per composizioni ancora poco leggibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019impressione \u00e8 quella di un\u2019officina specializzata dove ciascuno ha il proprio compito e delle specifiche abilit\u00e0, ma in realt\u00e0 sono solo in due a lavorarci, Lorena Stabile e Mario Campo. Si muovono tra la modellazione in argilla bianca di piccole forme pi\u00f9 o meno astratte, la stampa 3D di qualche oggetto di quasi-design, il calco di alcuni elementi della natura (un cedro, ad esempio e, forse, prossimamente dei fiori), la progettazione di collage fotografici che riportano pattern di tessuti, la realizzazione di <em>soft sculptures<\/em> mediante stoffa e cucito. Spesso realizzano anche opere monocromatiche simili a dipinti su carta, che ottengono cuocendo specifici impasti di alimenti (lo zafferano per il giallo, il finocchietto per il verde, le mandorle per il bianco e via dicendo), oppure, seguendo un\u2019antica tecnica artigianale, intrecciano delle sottilissime strisce che ricavano o da quegli stessi monocromi edibili o da pagine di immagini e notizie catturate nella rete.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel loro laboratorio convergono scenari domestici, matrici rurali, tradizioni culinarie, riti popolari, suggestioni sartoriali, dispositivi tecnologici, pensieri grafici, itinerari digitali. Questa dimensione micro, nella pur vasta gamma di specializzazioni, demarca in realt\u00e0 un territorio unitario, una sorta di visionariet\u00e0 abitabile con la quale Campostabile sembra rispondere alla coattivit\u00e0 pervasiva dei modelli imperanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Passiamo al macro. Scorriamo le immagini dei loro interventi recenti, tutti su grande scala (in occasione di una <em>Boccata d\u2019arte<\/em>, a Cornello dei Tasso, direttamente <em>outdoor<\/em>). Si tratta di complesse strutture di tessuto, con volumi di altezze e geometrie differenti che danno vita ad ambienti percorribili. In alcuni punti vi appaiono piccoli oggetti enigmatici. Sembra quasi un piccolo teatro in cui si viene invitati a esperire collettivamente la drammaturgia pittorica di un enigma, tra affioramenti dal passato e incursioni dal futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La caratteristica di queste architetture di tessuto \u00e8 la morbidezza, la precariet\u00e0 pur nella fissit\u00e0, l\u2019adattabilit\u00e0 al luogo. L\u2019obiettivo che dichiara Campostabile \u00e8 quello di trasformare senza stravolgere, di pensare la coesistenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel lavoro di quest\u2019estate a Cornello c\u2019era un elemento ulteriore. L\u2019intervento era pensato anche come un bivacco, sia per lo spettatore che per l\u2019opera. Nell\u2019idea del bivacco possiamo trovare spunti interessanti: precariet\u00e0, nomadicit\u00e0, libert\u00e0, rifugio, condivisione, attesa, operativit\u00e0, obiettivo, contemplazione. Vi si avverte anche uno spirito comunitario\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, ricongiungendo micro e macro, appare lampante la centralit\u00e0 che assume la questione della \u201cforma\u201d in tutto il lavoro di Campostabile. Esplorazione conoscitiva, decostruzione, ma anche verifica di un\u2019idea di progettabilit\u00e0 e accertamento del significato del trasformare. Siamo di fronte a uno dei tab\u00f9 pi\u00f9 inespugnabili del lascito novecentesco. Ma perch\u00e9 interrogarsi oggi sulla forma? Perch\u00e9 sfidare quel tab\u00f9? Farlo dalla Sicilia assume un significato molto diverso rispetto al farlo da Milano, o da Londra. \u00abNella bulimia di immagini che riempie il nostro quotidiano, per noi diventa pi\u00f9 interessante fermarci a guardare come cade la piega di una stoffa\u00bb, mi dicono. Cos\u00ec vengono fuori altre questioni. Viene fuori la Grecia e la postura etica dalla quale guardare alle forme, ma affiora anche la storia \u201cminore\u201d, con la sua trasmissione resistente, talvolta finanche clandestina, di forme che non si allineano ai poteri dominanti. E soprattutto torna fuori il tessile delle avanguardie e il contributo delle donne nello studio della politica della forma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro di Campostabile pone dunque questioni consistenti. Si tratter\u00e0 di verificare le prossime mosse e capire come verr\u00e0 ulteriormente sviluppata la relazione tra micro e macro, che strada prenderanno gli interventi nello spazio, quale rapporto verr\u00e0 instaurato con il design. E soprattutto come si preciser\u00e0 la loro ricerca sulle forme.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Bigi-Campostabile-SV-IMG_9722.jpeg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Bigi-Campostabile-SV-IMG_9722-1024x768.jpeg\" alt=\"Panorama - Studio Visit - Bigi - Campostabile\" class=\"wp-image-22976\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Bigi-Campostabile-SV-IMG_9722-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Bigi-Campostabile-SV-IMG_9722-300x225.jpeg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Bigi-Campostabile-SV-IMG_9722-768x576.jpeg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Bigi-Campostabile-SV-IMG_9722.jpeg 1440w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Bigi-Campostabile-SV-IMG_9735.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"737\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Bigi-Campostabile-SV-IMG_9735-1024x737.jpeg\" alt=\"Panorama - Studio Visit - Bigi - Campostabile\" class=\"wp-image-22977\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Bigi-Campostabile-SV-IMG_9735-1024x737.jpeg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Bigi-Campostabile-SV-IMG_9735-300x216.jpeg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Bigi-Campostabile-SV-IMG_9735-768x553.jpeg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Bigi-Campostabile-SV-IMG_9735.jpeg 1440w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mario Campo, Alcamo 1987; Lorena Stabile, Alcamo 1989Vivono e lavorano ad AlcamoStudio visit di Daniela Bigi Ragionare sul lavoro di Campostabile dopo averne visitato lo studio costringe a un\u2019operazione di astrazione e al contempo di immaginazione percettiva, perch\u00e9 si tratta di tenere a mente due dimensioni, una micro e una macro, che vivono una sintesi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":22658,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-22654","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22654","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22654"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22654\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22658"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22654"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22654"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22654"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}