La ricerca consente di accedere alle informazioni su oltre 13.500 tra artisti, gruppi e movimenti attivi in Italia dagli inizi del Novecento fino ai nostri giorni. La banca dati, in continuo aggiornamento, comprende non solo gli artisti, circa 6000, che hanno preso parte alle esposizioni della Quadriennale, ma anche i nominativi di coloro che nel tempo hanno inviato all'Istituzione materiale documentario sulla prorpia attività. Per ogni artista, oltre a una sintetica scheda anagrafica, sono descritte la tipologia e la consistenza dei materiali documentari conservati nell'Archivio Biblioteca. Sono inoltre indicate le partecipazioni alle mostre realizzate dalla Quadriennale.

nome
  • Paola
cognome
  • Levi Montalcini
 
luogo di nascita
  • TORINO
data di nascita
  • 1909/04/22
luogo di morte
  • ROMA
data di morte
  • 2000/09/29
biografia
  • Paola Levi Montalcini nasce a Torino con la sorella gemella Rita. Dal 1928 frequenta lo studio di Felice Casorati, dove espone insieme ad altri artisti. Nel 1931 partecipa alla prima edizione della Quadriennale di Roma e a successive sei edizioni. Fondamentali per la sua maturazione artistica sono gli incontri con Italo Cremona, pittore e scrittore, che ne segue l’evoluzione fin dal 1934, stimolando nella pittrice l’interesse per l’elemento magico e surreale, e con Giorgio de Chirico, che nel 1939 scrive una monografia sugli esordi dell’attività creativa della pittrice. L’aperta critica verso il regime e l’emanazione delle leggi razziali la costringono, nei primi anni ’40, a trasferirsi a Firenze. Nel primo dopoguerra la sua ricerca si rivolge verso un espressionismo astratto. Nel 1948, a seguito dell’amicizia con Gillo Dorfles, aderisce al gruppo torinese Movimento Arte Concreta (MAC). Nel 1950 espone alla Biennale veneziana, a cui aveva già partecipato nel 1936. Nel corso degli anni Cinquanta è a Parigi dove frequenta lo studio d’incisione “l’Atelier 17” di S. W. Hayter, luogo di sperimentazione e ricerca di nuove frontiere espressive. Agli inizi degli anni Sessanta si trasferisce a Roma. Qui inaugura la fase delle sperimentazioni fotografiche nel tentativo di superare il soggettivismo del segno. Dai primi anni ’70 si interessa all’arte cinetica, realizzando strutture geometriche semoventi che espone in una mostra all’Istituto Nazionale per la Grafica nel 1980. Le ultime opere dell’artista sono strutture realizzate con manubri di biciclette. Dopo la sua scomparsa la sorella Rita ha donato una parte rilevante delle opere di sua proprietà alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna.