La ricerca consente di accedere alle informazioni su oltre 13.500 tra artisti, gruppi e movimenti attivi in Italia dagli inizi del Novecento fino ai nostri giorni. La banca dati, in continuo aggiornamento, comprende non solo gli artisti, circa 6000, che hanno preso parte alle esposizioni della Quadriennale, ma anche i nominativi di coloro che nel tempo hanno inviato all'Istituzione materiale documentario sulla prorpia attività. Per ogni artista, oltre a una sintetica scheda anagrafica, sono descritte la tipologia e la consistenza dei materiali documentari conservati nell'Archivio Biblioteca. Sono inoltre indicate le partecipazioni alle mostre realizzate dalla Quadriennale.

nome
  • Giovanni
cognome
  • Guerrini
 
luogo di nascita
  • IMOLA
data di nascita
  • 1887/05/29
luogo di morte
  • ROMA
data di morte
  • 1972/03/20
biografia
  • Personalità versatile, si è dedicato alla pittura, incisione, arti applicate e architettura. Vicino ad Adolfo de Carolis così da poterne essere considerato un allievo, fece parte a Faenza del cenacolo baccariniano, attivando la parte più propriamente affine al gusto Liberty della sua attività. Al 1912 data la prima delle sue numerose presenze alla Biennale di Venezia. Nel 1923 è presente alla I Biennale di Monza e l’anno seguente ne vince il concorso per il manifesto. Nel 1926 partecipa alla I Mostra del Novecento italiano. Nel 1927 è nominato direttore artistico dell’ENAPI, incarico che conserverà fino al 1943 e gli consentirà di esercitare un vastissimo influsso sull’artigianato ‘alto’, introducendovi stilemi dapprima Déco e poi schiettamente novecentisti. Nel 1931 è membro del comitato organizzativo della I Quadriennale (dove esporrà, come pure nel 1935 e nel 1939). Importante la sua presenza nel colossale cantiere dell’E42; qui realizza sei grandi riquadri in mosaico nella fontana del Palazzo degli Uffici ed è tra i quattro vincitori del concorso per imosaici della cupola interna del Palazzo dei Congressi, elaborati fino alla definizione al vero, ma non realizzati. Sul versante architettonico, la sua opera più nota è il Palazzo della Civiltà italiana, progettato assieme a Bruno Lapadula e Mario Romano. Dal 1961 è direttore dell’istituto d’arte per il mosaico di Ravenna, che aveva fondato negli anni Venti.
documenti collegati