La ricerca consente di accedere alle informazioni su oltre 13.500 tra artisti, gruppi e movimenti attivi in Italia dagli inizi del Novecento fino ai nostri giorni. La banca dati, in continuo aggiornamento, comprende non solo gli artisti, circa 6000, che hanno preso parte alle esposizioni della Quadriennale, ma anche i nominativi di coloro che nel tempo hanno inviato all'Istituzione materiale documentario sulla prorpia attività. Per ogni artista, oltre a una sintetica scheda anagrafica, sono descritte la tipologia e la consistenza dei materiali documentari conservati nell'Archivio Biblioteca. Sono inoltre indicate le partecipazioni alle mostre realizzate dalla Quadriennale.

nome
  • Giovanni
cognome
  • Fredi
luogo di nascita
  • BRESCIA
data di nascita
  • 1984/11/07
biografia
  • Fredi è un fotografo e artista particolarmente interessato a documentare il modo in cui le giovani generazioni si relazionano con le tecnologie, sia attraverso la fotografia diretta sia con la raccolta di archivi di fotografia amatoriale. "Kinshasa vs Akihabara" (2011), ad esempio, è una doppia serie fotografica che mette a confronto le modalità del videogiocare nelle baraccopoli della capitale del Congo e in uno dei quartieri a più alta densità tecnologica di Tokyo. "Last Souvenir" (2011) è una slideshow di fotografie rinvenute in una macchina fotografica abbandonata nelle zone colpite dallo tsunami nel 2011. "Who Killed Bambi?" (2014) rinfresca, con semplici interventi di postproduzione, una raccolta di fotografie vintage di caccia che rappresentano bambini con armi in mano; mentre "Students with Mobile Phones" (2015) – frutto delle sue residenze alla Zhejiang University di Hangzhou in Cina – è un ciclo di ritratti di studenti cinesi alle prese con i loro dispositivi mobili. Fredi è anche autore di QVADRO, una app per iPhone che converte immagini in suoni. I ritratti fotografici della serie "Everyone Has Something to Share" (2015), sono degli autoritratti, o selfie, letteralmente regalati ai dispositivi in vendita negli Apple Store di varie città del mondo dai loro potenziali clienti, che li provano usare registrando un’immagine di se stessi, per poi abbandonarla al proprio destino. Collezionandole e stampandole, Fredi inserisce queste immagini nella tradizione del ritratto, rendendole meno effimere, ma al contempo evidenzia senza commentarla questa urgenza di condivisione che ha trovato sfogo nei media digitali.
documenti collegati