La ricerca consente di accedere alle informazioni su oltre 13.500 tra artisti, gruppi e movimenti attivi in Italia dagli inizi del Novecento fino ai nostri giorni. La banca dati, in continuo aggiornamento, comprende non solo gli artisti, circa 6000, che hanno preso parte alle esposizioni della Quadriennale, ma anche i nominativi di coloro che nel tempo hanno inviato all'Istituzione materiale documentario sulla prorpia attività. Per ogni artista, oltre a una sintetica scheda anagrafica, sono descritte la tipologia e la consistenza dei materiali documentari conservati nell'Archivio Biblioteca. Sono inoltre indicate le partecipazioni alle mostre realizzate dalla Quadriennale.

nome
  • Nino
cognome
  • Bertocchi
 
luogo di nascita
  • BOLOGNA
data di nascita
  • 1900/07/09
luogo di morte
  • MONZUNO
data di morte
  • 1956/06/23
biografia
  • Nino Bertocchi, pittore e critico d’arte, nasce a Bologna il 9 luglio 1900 e muore a Monzuno (Bologna), nella villa detta l'Ospitale, il 23 giugno 1956. Uomo di ampi interessi culturali, si dedica alla scrittura e alla critica d’arte oltre che alla sua più grande passione, la pittura. Da artista autodidatta ama particolarmente i macchiaioli toscani, Luigi Bertelli, Courbet e soprattutto Cézanne. Partecipa alle più importanti rassegne nazionali d’arte e interviene, con particolare attenzione all’ambiente bolognese, nel dibattito storico-artistico dell’epoca. Dopo aver prestato il servizio militare, nel 1923 si laurea in ingegneria civile. L'interesse per la pittura, si è tuttavia già manifestato. Nel 1920, con l'amico pittore Ferruccio Giacomelli, aveva pubblicato il numero unico della rivista "Pittura", interamente dedicato al pittore bolognese Luigi Bertelli (1832-1916) e negli stessi era iniziata anche la sua attività espositiva. La sua prima mostra personale si tiene nel 1924 al “Cenacolo Francesco Francia” di Bologna. Seguono varie esposizioni collettive locali, cui partecipano anche i suoi amici pittori: Colliva, Corazza, Corsi, Fioresi, Giacomelli, Pizziarani, Protti, Romagnoli, Saetti. Nel 1930 partecipa alla XVII Esposizione Biennale Internazionale d'Arte di Venezia con il dipinto "La sera". Seguiranno poi le partecipazioni alle Biennali del 1932 (XVIII), 1936 (XX), 1948 (XXIV) e 1950 (XXV). Nel 1931 è invitato alla I Quadriennale d'Arte Nazionale di Roma con due dipinti, "Acqua bleu" e "Natura morta". In quell'occasione si occupa, per conto della rivista "L'Italia letteraria", delle recensioni critiche sull'esposizione, compito che svolge con tanta vivacità da fargli ottenere la vincita, nello stesso anno, del I premio del concorso nazionale per la rassegna critica della I Quadriennale d'Arte. Successivamente partecipa alle Quadriennali romane del 1935 (II), 1943 (IV) e 1948 (V). E' da ricordare anche la presenza di Bertocchi alle mostre regionali del Sindacato artisti emiliano-romagnoli (1929), del Littoriale di Bologna (1931) e del Sindacato fascista belle arti dell'Emilia Romagna (1934). Nel 1934 sposa Renata Colliva, sorella della pittrice Lea Colliva. Il rapporto con la cognata sarà sempre intenso e i loro interessi procederanno di pari passo con il progredire delle rispettive attività artistiche. Il 24 maggio 1940 ottiene l'insegnamento al corso di scenografia dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, ruolo che gli verrà riconfermato nel 1948, dopo l’epurazione subita del 1946. Parallelamente all’attività artistica Bertocchi lavora intensamente anche sul fronte della scrittura e della critica d’arte. Nel 1924 inizia la sua collaborazione con il quotidiano bolognese “Il Resto del Carlino” e dal 1930 scrive anche per il “Giornale di Genova”. Nel 1931, oltre oltre ai tredici articoli composti in quattro mesi per “L’Italia Letteraria” sulla I Quariennale, pubblica testi, disegni e incisioni nella rivista “L’Orto”, diretta da Nino Corrado Corazza e Giorgio Vecchietti. Tra il 1934 e il 1935 scrive per le riviste fiorentine “Arte Mediterranea” e “Frontespizio”, diretta, quest’ultima, dallo scrittore Pietro Bargellini. Collaborerà anche ad “Architrave”, “Casabella”, “Cronache”, “Domus”, “La Fiera Letteraria”, “Incontro”, “I Mediterranei”, “Meridiano di Roma” e “Primato”. Si dedica inoltre a studi monografici su alcuni artisti dell'epoca. Nel 1935 esce il volume "Sessanta disegni di Alessandro Cervellati" in cui Bertocchi, amico dell'autore, scrive la prefazione. Pubblica poi le monografie su Giacomo Manzù (Edizioni Domus, Torino, 1942), su Gianni Vagnetti (1943) e su Luigi Bartolini (1945, all'interno della collana torinese "Artisti Italiani Contemporanei"), in cui Bertocchi si occupa della pittura, mentre Carlo Alberto Petrucci delle incisioni. Nel 1946 cura la mostra e la monografia su Luigi Bertelli, uno dei primi interessi di Bertocchi. L'anno successivo la mostra di Bologna viene trasferita alla Galleria dell'Esame di Milano, a riprova dell'interesse sorto intorno al personaggio di Bertelli. Scrive Argan, ringraziando Bertocchi per il volume: “l'ho letto con la gioia di scoprire [...] un pittore di primo piano che non sta indietro a nessuno dei macchiaioli [...]. L'umanità di Bertelli è forse la più forte di tutto l'800 italiano”. Nel 1955 Bertocchi cura la rassegna e il catalogo della mostra "Pittori emiliani dell'800", contributo di primo piano per la conoscenza e per la rivalutazione dell’Ottocento pittorico locale. Dopo la scomparsa dell'artista, nel 1956, lo scrittore Pietro Bargellini commemora l’amico in una cerimonia organizzata all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 1957 viene organizzata la prima esposizione postuma sull'arte di Bertocchi alla Permanente di Milano, con la presentazione di Giulio Carlo Argan. Nel 1958 la Biennale di Venezia dedica all'artista una mostra retrospettiva presentata da Ferruccio Giacomelli. Nel 1992 alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna si tiena una grande retrospettiva su Nino Bertocchi, curata da Beatrice Buscaroli Fabbri.
documenti collegati