La ricerca consente di accedere alle informazioni su oltre 13.500 tra artisti, gruppi e movimenti attivi in Italia dagli inizi del Novecento fino ai nostri giorni. La banca dati, in continuo aggiornamento, comprende non solo gli artisti, circa 6000, che hanno preso parte alle esposizioni della Quadriennale, ma anche i nominativi di coloro che nel tempo hanno inviato all'Istituzione materiale documentario sulla prorpia attività. Per ogni artista, oltre a una sintetica scheda anagrafica, sono descritte la tipologia e la consistenza dei materiali documentari conservati nell'Archivio Biblioteca. Sono inoltre indicate le partecipazioni alle mostre realizzate dalla Quadriennale.

nome
  • Mario
cognome
  • Sironi
 
luogo di nascita
  • SASSARI
data di nascita
  • 1885/05/12
luogo di morte
  • MILANO
data di morte
  • 1961/08/13
biografia
  • Si trasferisce giovanissimo a Roma dove, abbandonata la facoltà di Ingegneria, frequenta la Scuola libera del nudo dell’Accademia di Belle Arti. Qui conosce e stringe amicizia con Balla, Severini e Boccioni (1903 circa). Dopo un periodo divisionista, aderisce al Futurismo attratto dalla sperimentazione tecnica e dall’uso del colore, aprendosi anche agli influssi della Metafisica. Dopo la sua prima personale nella galleria di Bragaglia (1919), nel 1920 si trasferisce a Milano dove comincia ad orientarsi verso un monumentalismo classico e arcaizzante che culmina nell’adesione al gruppo dei “Sette pittori del Novecento” sostenuto da Margherita Sarfatti, diventandone il rappresentante più significativo. tra la fine degli anni Venti e l’inizio dei Trenta concepisce un’idea di “pittura monumentale e decorativa” che trova nel “Manifesto della pittura murale” (1933) la sua definizione storica e poetica, di pittura con funzione etico-sociale. Gli anni Trenta lo vedono realizzare opere monumentali di grande impegno, tra queste: la vetrata del Ministero delle Corporazioni a Roma, gli affreschi delle università di Roma, Venezia e di Milano alla V Triennale, il grande mosaico della VI Triennale poi portato all’Esposizione universale di Parigi del 1937, i mosaici del Palazzo di Giustizia di Milano e i bassorilievi per il Palazzo dei Giornali sempre a Milano. Nel dopoguerra torna a dedicarsi alla pittura da cavalletto caratterizzata da una vena più intimista. Artista poliedrico, si è dedicato oltre alla pittura, alla grafica, al teatro, alla scultura e all’architettura. Ha partecipato alle Quadriennali di Roma, alle Biennali di Venezia e ha esposto in mostre personali in Europa e in America ottenendo premi e riconoscimenti.
documenti collegati