La ricerca consente di accedere alle informazioni su oltre 13.500 tra artisti, gruppi e movimenti attivi in Italia dagli inizi del Novecento fino ai nostri giorni. La banca dati, in continuo aggiornamento, comprende non solo gli artisti, circa 6000, che hanno preso parte alle esposizioni della Quadriennale, ma anche i nominativi di coloro che nel tempo hanno inviato all'Istituzione materiale documentario sulla prorpia attività. Per ogni artista, oltre a una sintetica scheda anagrafica, sono descritte la tipologia e la consistenza dei materiali documentari conservati nell'Archivio Biblioteca. Sono inoltre indicate le partecipazioni alle mostre realizzate dalla Quadriennale.

nome
  • Mario
cognome
  • Schifano
 
luogo di nascita
  • HOMS
data di nascita
  • 1934/09/20
luogo di morte
  • ROMA
data di morte
  • 1998/01/26
biografia
  • Mario Schifano nasce a Homs, in Libia, dove il padre è archeologo, nel 1934. Durante la guerra torna a Roma. Verso la metà degli anni Cinquanta inizia a dipingere e nel 1959 tiene la sua prima personale alla Galleria Appia Antica. Nel 1960 inizia la serie dei quadrimonocromi, in cui il dipinto diventa “schermo”, azzeramento, punto di partenza e dove inserirà poi marchi, cifre, lettere, segnali stradali. È in occasione della mostra alla Galleria La Salita, dove espongono anche Angeli, Festa, Lo Savio e Uncini, che la critica comincia a interessarsi del suo lavoro. Firma con Ileana Sonnabend un contratto di esclusiva, che si concluderà nel 1963. Nel 1962 approda a New York dove resterà alcuni mesi. Nel 1964 viene invitato per la prima volta alla Biennale di Venezia con i suoi Paesaggi anemici. La produzione pittorica degli anni Sessanta continua all’insegna di grandi cicli, come il "Futurismo rivisitato", "le Stelle", "Compagni compagni". Negli anni Settanta l’artista sperimenta nuovi linguaggi: il cinema, il video e la fotografia. Nascono i "Paesaggi TV", immagini riprese dallo schermo televisivo e riproposte con interventi pittorici. Verso la fine del decennio, Schifano torna alla pittura con le serie "Orto botanico", "Ninfee", "Campo di pane", che porterà avanti anche nel periodo successivo. Gli anni Ottanta e Novanta sono caratterizzati da una pittura ampia e materica, parallelamente realizza anche tele fotografiche su PVC e innumerevoli fotografie ritoccate. L’artista muore improvvisamente nel gennaio 1998. Nel 2008 si allestisce la prima grande antologica postuma sul suo lavoro alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.
documenti collegati