La ricerca consente di accedere alle informazioni su oltre 13.500 tra artisti, gruppi e movimenti attivi in Italia dagli inizi del Novecento fino ai nostri giorni. La banca dati, in continuo aggiornamento, comprende non solo gli artisti, circa 6000, che hanno preso parte alle esposizioni della Quadriennale, ma anche i nominativi di coloro che nel tempo hanno inviato all'Istituzione materiale documentario sulla prorpia attività. Per ogni artista, oltre a una sintetica scheda anagrafica, sono descritte la tipologia e la consistenza dei materiali documentari conservati nell'Archivio Biblioteca. Sono inoltre indicate le partecipazioni alle mostre realizzate dalla Quadriennale.

nome
  • Giulio Aristide
cognome
  • Sartorio
 
luogo di nascita
  • ROMA
data di nascita
  • 1860/02/11
luogo di morte
  • ROMA
data di morte
  • 1932/10/03
biografia
  • Apprende le prime tecniche di pittura dal padre e dal nonno, entrambi scultori. Nel 1883 partecipa con l’opera Malaria all’Esposizione internazionale di Roma. In quell’occasione conosce Sommaruga, direttore della rivista “Cronaca Bizantina” con cui inizia a collaborare come illustratore. Nel 1889 si reca a Parigi con il pittore Michetti, partecipa all’Esposizione universale parigina con "I figli di Caino", ottenendo la medaglia d’oro. Con Michetti approfondisce la pratica della pittura di paesaggio. Nel 1893 aderisce alla società “In Arte Libertas” fondata da Nino Costa e nello stesso anno parte per l’Inghilterra dove entra in contatto con il gruppo dei preraffaelliti. Tra il 1895 e il 1899 insegna presso l’accademia di Weimar dove porta a termine i due quadri "Gorgone e gli eroi" e "Diana d’Efeso e gli schiavi", acquistati poi dallo Stato italiano. Durante il soggiorno in Germania frequenta l’ambiente dei simbolisti tedeschi, al ritorno in Italia è tra i fondatori dei “XXV della campagna romana”. Alle Biennali veneziane del 1904 e del 1905 espone fregi allegorici in chiaroscuro. Nel 1908 inizia il fregio per l’aula del Parlamento a Montecitorio, terminato nel 1912. Nel 1915 parte volontario per la guerra, esperienza che ispira oltre ottanta opere dell’artista. Nel 1919 gira il film "Il mistero di Galatea" per poi viaggiare negli anni Venti nei paesi del Mediterraneo, in Medio Oriente e in Sud America. Nel 1929 è nominato accademico d’Italia e nel 1930 inizia la decorazione musiva del Duomo di Messina, completando tuttavia solo i bozzetti preparatori. Nel 1931 partecipa alla I Quadriennale con 13 opere che espone nelle sale dedicate agli accademici d’Italia.